La manifestazione
Cesarina, assunta dopo ventotto anni
Le insegnanti grossetane entrate di ruolo dopo lungo precariato raccontano la loro storia. Ecco come hanno tenuto duro
GROSSETO. Hanno un foglio di carta in mano e lo agitano in aria come fosse un vessillo: se fossero fantini, quello sarebbe il loro palio. Donne per la quasi totalità. Madri e mogli per la stragrande maggioranza. Tra quaranta e cinquantacinque anni d’età. Eccolo qua l’identikit degli insegnanti che ieri – convocati dall’Ufficio scolastico territoriale di Grosseto – sono stati assunti a tempo indeterminato. Dopo anni, per alcuni decenni, di attesa. Entrano in 120 in tutto il Grossetano.
Il giorno x. Giovedì 20 agosto, ore 11, Grosseto, via Damiano Chiesa 51, sede dell’ex provveditorato, un edificio un po’ squallidamente anonimo, che per l’occasione diventa un luogo ameno: di festa. È il giorno delle nomine, delle assunzioni degli insegnanti che lasciano lo status di precari. Finalmente. C’è chi ha aspettato questo giorno per quindici anni e chi ne ha attesi quasi una trentina. C’è chi è incinta, chi tiene in braccio un figlio appena nato. E poi ci sono i mariti e i compagni. La mattina è il turno delle maestre – quindi asili ed elementari (scuola dell’infanzia e scuola primaria), il pomeriggio delle medie (scuola secondaria di primo grado).
Paola a Pitigliano. Incontriamo Paola Nucci, quindici anni di precariato nel Grossetano, il 1° settembre prenderà servizio a Pitigliano, una delle "mete" più disagiate per chi vive sulla costa e non solo, ma lei è al settimo cielo: «Ci speravo, sono di Pitigliano e da anni ho l'incarico lì». È dai primi di agosto che sa che sarebbe stata convocata: «la certezza però l'ho avuta solo cinque minuti fa quando ho firmato – dettaglia – sono talmente sconvolta che ho persino fatto fatica a mettere la firma». È raggiante Paola.
Anna a Manciano. Scende le scale trionfante Anna Risso – 41 anni appena compiuti, sposata, un figlio – un bacio alla collega che è sulla porta del provveditorato e poi subito fuori, in posizione, per farsi immortalare dalle amiche con il foglio della nomina in mano. Destinazione di Anna, la scuola primaria di Manciano. «Speravo di rimanere a Orbetello per assicurare la continuità didattica - esordisce - ma sono felice di tornare da Anna Maria Carbone (la preside, ndr)». Sono ventun anni che Anna gira da una cattedra all'altra. «Iniziai in una scuola privata – ci racconta – e dal 2008 ho cominciato con gli incarichi annuali». Gli ultimi due decenni sono stati anni duri. «Nel 2008 mi sono persa anche il primo giorno di asilo di mio figlio – ci confessa – perché dovevo andare al Giglio". Diploma magistrale, laurea in lettere, Ssis (scuola di specializzazione all'insegnamento secondario per la cosiddetta abilitazione), master, Anna ha cominciato il suo percorso lavorativo giovanissima: a 19 anni.
Leonilda a Massa Marittima. Schizza fuori ed è subito la festeggiata - prima tra le pari - Leonilda Fusco, caschetto biondo, abito lungo disegnato con una fantasia in bianco e nero. Per lei c'è un posto a Massa Marittima, in quale istituto per adesso è secondario: l'importante è che ci sia. Sono quindici anni, dal 2000, che aspetta questo momento. Ha trottato da Torino a Livorno, da Castagneto Carducci all'Elba e s'è girata tutto il Grossetano Leonilda. «Ora mi stabilisco lì! – quasi lo urla – Ho fatto quattordici traslochi in quindici anni. Ogni giugno la stessa storia: lasci la casa, auto-furgone, pacchi su pacchi, qualcuno che ti ospita per sbrigare le ultime incombenze...». Le chiediamo quanto è contenta. «Contenta? Quando ho firmato, ho pianto!».
Cesarina a Arcidosso. E arriva Cesarina: lei con passo quasi felpato. «Fatto!» dice con un certo piglio al sindacalista della Uil Fabrizio Settembrini. Cesarina Petrosino ha detto sì alla proposta che la porterà al Ctp (Centro territoriale permanente) di Arcidosso. «Sono felicissima» dice sorridendo puntandoci addosso i suoi grandi occhi azzurri. Vogliamo sapere quanto lunga è stata la sua attesa. «Bhè... sono inserita nelle graduatorie da ventotto anni – quasi da non credere – e alle spalle ho tredici anni di precariato nelle scuole di tutta la provincia di Grosseto». In bocca al lupo, dunque, per un nuovo inizio.
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