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Il “come eravamo” è sempre più social

Il “come eravamo” è sempre più social

Follonica, l’ultima moda è postare sul web la vecchia foto di uno scorcio cittadino e sfidare gli amici a indovinare dov’era

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FOLLONICA. Il social diventa un album di ricordi. Lasciate per un po' da parte polemiche e risse da web, la pagina Facebook “Sei follonichese se...” è tornata ad essere un ritrovo virtuale per i follonichesi, che negli ultimi giorni hanno postato moltissime immagini della Follonica del passato.Scorci di strade, tratti di spiaggia e zone delle amate pinete, per ricordare insieme come era la città del Golfo qualche decennio fa. Una delle ultime tendenze è quella di pubblicare una foto senza specificare che cosa ritrae ed invitare gli amici della pagina ad indovinare il luogo ritratto: i follonichesi non si tirano certo indietro e così iniziano a comparire commenti pieni di ricordi nostalgici del tempo che fu.

Il divertimento. Qualcuno sbaglia il luogo, un altro lo corregge e via con i racconti. Una cartolina con l'immagine delle casette sul mare dà vita ad una discussione sulle origini delle prime famiglie che arrivarono nella città del Golfo dopo le famose bonifiche che resero vivibile questa parte di Maremma. «Si chiamavano baracche – racconta Maria Cristina Marinelli – ed erano in origine le case degli operai che bonificarono la palude, perché videro che sul mare non c'erano le zanzare. Molti morirono per la malaria al tempo della bonifica: i veneti furono gli unici a resistere con questa soluzione, poi dovevano abbatterle, ma i più furbi le comprarono per poco».

Botta e risposta. E c'è subito chi la corregge. «Veneti a Follonica? – ribatte Giorgio Iseppi – Tutte le fonti e i cognomi storici follonichesi indicano come terra di origine l'Appennino tosco- emiliano. Le baracche nascono come concessioni demaniali per piccole cabine-spogliatoi. In seguito fu tollerata la riunione di più concessioni e l'edificazione in muratura fino agli eccessi dei due alberghi. Negli anni '70, complice il clima politico di quel periodo e con il mare che scalzava le baracche due, davanti al Florida, furono demolite e girava voce che tutte lo sarebbero state per ritornare a spiaggia pubblica. Allora non valevano niente».

Un po’ di storia. A confermare la spiegazione di Iseppi ci sono gli interventi di altri follonichesi che spiegano come nel 1800 ad arrivare nel Golfo erano soprattutto famiglie del Pistoiese e del Modenese.

I ricordi. Poi ci sono i ricordi d'infanzia, quando nella pineta di ponente c'erano il trenino e la vasca dei pesci, luogo di ritrovo di mamme e bambini che lì hanno mosso i primi passi e stretto le prime amicizie. Oppure quando dentro i parchi c'erano i campeggi pieni zeppi di tende, macchine e turisti. Una immagina dell'area dove oggi si trova il complesso chiamato “Tre Palme” invece suscita molti rimpianti, perché forse sarebbe stato meglio se quei palazzoni a due passi dal mare non fossero stati costruiti: la vista della città sarebbe oggi sicuramente diversa, ma negli anni ’60 quella costruzione era considerata, come spiegano anche molti follonichesi, all'avanguardia e abitarci era un vanto. Così tra i ricordi gli abitanti del Golfo dimostrano ancora una volta l'amore per la loro città.

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