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Detenuta morta in carcere, chiesti i video delle telecamere
Non c'è ancora il nulla osta per la restituzione del cadavere di Ramona Cortese: la frattura al collo è compatibile con più cause di morte
PISA. Il procuratore reggente Antonio Giaconi non ha ancora firmato il nulla osta per la restituzione alla famiglia del corpo di Ramona Cortese, la 27enne follonichese trovata morta il 14 agosto in una cella del carcere Don Bosco di Pisa.
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Il legale della famiglia, l’avvocato Sabrina Pollini, ha chiesto ieri al magistrato proprio di conservare la salma della giovane donna per consentire lo svolgimento di ulteriori accertamenti, oltre all’autopsia già eseguita. L’ipotesi del suicidio non convince la famiglia. La frattura del collo riscontrata sarebbe compatibile anche con altre cause di morte. I problemi di relazione con altre detenute e un’aggressione subita inducono la famiglia a chiedere ulteriori accertamenti.
Una richiesta presentata nella mattinata di ieri, sulla quale il procuratore non ha ancora preso provvedimenti. «Ho chiesto anche l’acquisizione dei video delle telecamere di sorveglianza interna, che sono installate nei corridoi e nelle zone comuni del carcere Don Boco - spiega il legale - in modo che sia possibile ricostruire eventuali movimenti».
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