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Grosseto

Caso Pappagone, pure Ascom dice no

Caso Pappagone, pure Ascom dice no

Incontro in Comune per trovare una soluzione sullo spostamento della pedana: «Collocarla in area mercatale è un errore»

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GROSSETO. «Non è una guerra contro Pappagone, anzi esprimiamo vicinanza alla famiglia Adami, ma è necessario trovare una soluzione alternativa che metta d’accordo tutti». La pensa così il presidente provinciale di Fiva (Federazione Italiana Venditori Ambulanti) Confcommercio Agostino Ottaviani dopo la riunione convocata in Comune martedì pomeriggio per affrontare il caso della pedana della pizzeria e il suo eventuale spostamento in area mercatale. Alla riunione oltre a Ottaviani, c’erano Carlo Ricci (area sindacale Ascom), Confesercenti, rappresentanti degli ambulanti, l’azienda assistita dall’avvocato Riccardo Lottini; il Comune con gli uffici Commercio (assessore Emanuel Cerciello), Patrimonio (Paolo Borghi) e Suolo pubblico.

Le associazioni, gli ambulanti e il Comune sono sulla stessa lunghezza d’onda nel non approvare la collocazione della pedana in area mercatale. In particolare per Ascom «la posizione che appare intransigente della Soprintendenza sta causando un problema grave la cui risoluzione creerà un danno: o si colpisce la pizzeria o si penalizzano gli ambulanti. Una modifica della viabilità nel mercato cittadino, conseguente all’eventuale posizionamento del gazebo in piazza Esperanto e considerando il fatto che i consumatori effettuano un percorso abitudinario per i loro acquisti, metterebbe a rischio gli affari di oltre venti venditori ambulanti, secondo quanto stimato da Fiva. Inoltre una struttura slegata dal contesto per l’associazione non è la soluzione esteticamente più adatta a livello di decoro urbano. Di fatto solo il Comune, che ha assegnato i posteggi ai commercianti in base a una precisa graduatoria, ha facoltà di modificare tale assegnazione “per motivi di pubblico interesse”. Dobbiamo sostenere tutte le attività commerciali con le leggi alla mano - spiega Ottaviani - Apprezziamo la posizione espressa in riunione dall’assessore al commercio Emanuel Cerciello e dai suoi dirigenti che hanno ritenuto di non poter ravvisare motivi di pubblico interesse, nei pur legittimi diritti della famiglia Adami, nella richiesta di posizionare il gazebo in piazza Esperanto. Siamo invece in disaccordo con chi pensa che ci siano i presupposti per questo collocamento. Sarebbe una forzatura, una scelta sbagliata perché darebbe adito a un immediato ricorso al Tar con ulteriore danno per la pizzeria, oltre che per il mercato. Decisioni, in sostanza, da prendere con cautela». Ascom e Fiva chiedono un incontro con la Soprintendenza, le rappresentanze degli imprenditori e il Comune. «Dobbiamo trovare una soluzione compatibile con il luogo e le legittime esigenze di un’azienda che per anni ha operato con una struttura esterna senza aver mai creato problemi. Perché spostare quella pedana? Vorremmo spiegazioni logiche o arrivare a un giusto compromesso che valga per tutte le imprese operanti in centro storico e sulle Mura».

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