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Basta allagamenti, le fogne saranno rifatte

MASSA MARITTIMA. Il sistema fognario massetano, come quello di altri centri maremmani, è antiquato. Costruito quando il clima era differente: quando non scendevano oltre venti millimetri d’acqua in...

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MASSA MARITTIMA. Il sistema fognario massetano, come quello di altri centri maremmani, è antiquato. Costruito quando il clima era differente: quando non scendevano oltre venti millimetri d’acqua in meno di mezz’ora. Per questo va sotto pressione con gli acquazzoni più abbondanti, ed è incapace di assorbire la portata e quindi di smaltirla.

«Visto il sempre più frequente verificarsi di piogge intense e violente – dice l’assessore ai lavori pubblici Maurizio Giovannetti – penso sia utile avviare uno studio complessivo del sistema fognario dell'intero centro urbano, che è stato costruito in altra epoca e che non è idoneo a drenare grandissime portate di acqua».

L’assessore pensa ad uno studio che dovrebbe portare importanti interventi: sia di manutenzione, là dove è possibile recuperare, sia di ammodernamento, dove serve proprio un tocco nuovo.

La spinta in questa direzione per l’Amministrazione è arrivata dalla tempesta del 10 agosto, quando a Massa Marittima ci sono stati allagamenti in diverse zone del centro, a cui sono seguite interrogazioni consiliari. «Quello di lunedì 10 agosto - dice il sindaco Marcello Giuntini - è stato un evento meteorologico eccezionale. Non si è trattato di un normale temporale estivo. Sul nostro territorio, e in particolare a Massa Marittima, sono caduti circa 25-26 mm di acqua in un tempo brevissimo, inferiore ai 15 minuti». Tantissima acqua che ha messo sotto pressione un sistema fognario che risale a un’epoca ormai estinta. Da qui, la decisione dell’Amministrazione di ricorrere a uno studio che verifichi tutte le criticità del sistema. «Questo permetterà all'Amministrazione – continua Giovannetti - di programmare lavori importanti sulla rete di gestione delle acque, più o meno onerosi, ma che vadano nell’unica direzione di risolvere il problema in modo strutturale e non solo con interventi tamponativi realizzati in emergenza».

Alfredo Faetti

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