Il dolore
Per la morte di Ramona prevale l’ipotesi suicidio
Dall’autopsia nessun elemento per orientare le indagini su scenari alternativi Ma la famiglia chiede la conservazione del cadavere: «Ci sono punti controversi»
PISA. L’ipotesi del suicidio resta la più accreditata per spiegare la morte di Ramona Cortese, 27 anni, di Follonica, trovata impiccata con un lenzuolo nel pomeriggio di venerdì 14 agosto in una cella del carcere Don Bosco di Pisa, dove era reclusa dal 31 luglio.
L’autopsia effettuata ieri mattina all’istituto di medicina legale dal dottor David Forni, incaricato dalla Procura di Pisa, non ha portato elementi di rilievo che possano orientare le indagini del procuratore reggente, Antonio Giaconi, su scenari alternativi a quello che è apparso come un gesto improvviso di cui gli operatori del carcere non avevano avuto sentore.
L’inchiesta resta aperta e il magistrato ha intenzione di sentire le detenuta della sezione femminile e le agenti della polizia penitenziaria in servizio nel turno in cui è stato rinvenuto il corpo senza vita della giovane, originaria di Massa Marittima.
I familiari non credono al suicidio e si sono affidati all’avvocato Sabrina Pollini per una tutela legale che possa chiarire quello che per loro resta un mistero. Pur nelle difficoltà di una vita con molto inciampi, tra droga e aggressioni, per i genitori Ramona non sarebbe stata così disperata da voler morire.
«Verità per Ramona», ha scritto due giorni fa la madre su un lenzuolo poi attaccato sulla parete esterna della casa ella figlia, in una delle strade centrali di Follonica. E per non tralasciare alcuna pista l’avvocato Pollini presenterà stamattina al pm che conduce l’inchiesta una richiesta di conservazione della salma.
«È vero, i primi accertamenti dicono che Ramona è morta per impiccagione – spiega l’avvocato Pollini – e dal primo esame non sembra che su suo corpo ci siano segni di difesa. Tuttavia a nostro avviso ci sono dei punti controversi. Ramona è stata vista entrare in cella, dove era da sola da due giorni, alle 15,30. Alle 16,15 l’hanno trovata con il lenzuolo legato intorno al collo e appeso alla finestra. Vorremmo acquisire i filmati delle telecamere puntate sul corridoio per capire se in questo lasso di tempo qualcuno è passato davanti alla sua cella, se si è accorto di qualcosa. Cosa è successo insomma. Inoltre, chi muore per impiccagione di solito ha il viso gonfio: Ramona invece aveva il viso disteso».
Ulteriori informazioni arriveranno dal materiale recuperato da sotto le unghie della ragazza e dagli esiti dei test tossicologici. Per la relazione peritale ci sarà da aspettare 60, forse 90 giorni.
Ramona era ai domiciliari nella casa dei genitori a Scarlino per un’accusa di stalking e violenza sessuale. In uno scatto d’ira aveva aggredito la mamma ed era tornata in cella. L’8 agosto era stata visitata dallo psichiatra del carcere che non aveva notato anomalie di rilievo sul suo stato di salute mentale.
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