Sicurezza
La prima volta dell’Irpef a Scarlino
Bilancio: l’aliquota viene applicata contestualmente al pesante taglio al Fondo di solidarietà
SCARLINO. Trenta pagine per illustrare le difficoltà che un piccolo Comune come quello di Scarlino deve affrontare per tirare avanti, riuscendo comunque a mantenere tutti i servizi per i cittadini con gli stessi standard. Non ha avuto paura anche di lanciare qualche attacco al governo centrale e alle politiche passate, tra citazioni di Lucio Dalla e numeri da almeno sei cifre.
Trenta pagine per spiegare al meglio dove ha portato e dove porterà l’azione finanziaria dell’amministrazione targata da Marcello Stella. È questo il documento che l’assessore Francesca Mencuccini ha portato in consiglio comunale, chiedendo e ottenendo l’approvazione del bilancio di previsione, stimato intorno ai 21 milioni di euro, in cui confluiscono i tagli, le tasse e i programmi.
«Il nostro ente ha cercato di muoversi con una politica economica che contemporaneamente assolve più obiettivi – spiega Mencuccini nella sua relazione – continuare a garantire qualità e quantità dei servizi, ampliarne altri con particolare riferimento ai servizi ambientali e di tutela del verde, salvaguardare gli equilibri evitando spese che irrigidiscono i futuri bilanci, ricorrendo purtroppo ad un inasprimento della politica tariffaria, garantire la manutenzione straordinarie e i principali investimenti con risorse proprie, quali l’avanzo, le alienazioni e i permessi a costruire».
Su tutti, nell’ottica delle politiche tariffarie, ci sono due grandi novità (già annunciate) nel bilancio di Scarlino: la prima è che il Fondo di Solidarietà ha tagliato qualcosa come trecentomila euro che sarebbero dovute finire nelle casse del Comune, che dal canto suo (l’altra novità) ha deciso di applicare per la prima volta l’aliquota Irpef anche sul suo territorio. Accanto alle tasse, comunque, l’assessore Mencuccini e gli uffici municipali hanno lavorato pure per ridurre la spesa, come quella del personale e la decisione di non ricorrere all’indebitamento.
«A maggio è stata valutata la possibilità offerta della Cassa Depositi e Prestiti di rinegoziare i mutui – si legge nella relazione – ma il nostro ente che li ha già rinegoziati negli anni passati si sarebbe trovato non ad allungare il periodo di ammortamento, ma soprattutto a non realizzare significativi risparmi. Anzi, in alcuni casi, i tassi proposti sono risultati più alti degli attuali».
Calcoli e previsioni che hanno portato in approvazione un bilancio da circa 21 milioni di euro, di cui una parte vincolata per il pagamento di contenziosi persi e altri ancora da decidere. Ed è qui che in consiglio ha picchiato maggiormente l’opposizione, attaccando l’amministrazione di far pagare ai cittadini oltre due milioni di euro di cause perse, per lo più legate a vecchie storie.
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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