Il Tirreno

Grosseto

Il risveglio choc di Elismo Pesucci «Me l’aspettavo»

di Francesca Ferri
Il risveglio choc di Elismo Pesucci «Me l’aspettavo»

Chi ha dato fuoco alla sagra? Non si sa. Ma l’ex sindaco racconta una lunga serie di “segnali premonitori”

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CAMPAGNATICO. «Tutte le sere ricevo minacce di morte. Mi hanno detto: “prenderete fuoco, tu e la tua sagra”. E ieri notte l’hanno incendiata per davvero».

Elismo Pesucci ha gli occhi ancora rossi dal fumo, dal calore dell’incendio e dalla nottataccia iniziata all’improvviso quando il suono del campanello di casa ha svegliato lui e la sua famiglia alle 3 del mattino. Era un giovane amico che, rientrando ad Arcille con la ragazza dopo una serata a Castiglione della Pescaia, ha visto il fuoco uscire dallo stand cucina e da altri tre punti del piazzale del pastificio Dante dove in questi giorni si tiene la sagra del porcino organizzata dall’associazione festeggiamenti, di cui Pesucci è consigliere e anima storica. Ed è corso ad avvertirlo.

Seduto sul divano di casa – Polo celeste e infradito ai piedi – Pesucci è ancora scosso quando racconta della drammatica nottata appena trascorsa, ma anche dei giorni che l’hanno preceduta. Giorni difficili per lui.

«Alcuni giorni fa sono stato spinto dalle scale e sono finito al pronto soccorso», racconta Pesucci mostrando un referto medico del pronto soccorso che attesta un trauma cranico a seguito «di caduta da quattro, cinque scalini». «Ho presentato denuncia – spiega Pesucci – contro la persona che mi ha spinto e fatto cadere».

Ma non è stato l’unico episodio. «Alcuni giorni fa – racconta ancora il patron della sagra del porcino – sono stato aggredito, spintonato e derubato del cellulare. L’uomo che mi ha aggredito è scappato, io ho gridato aiuto, c’erano delle persone che hanno assistito alla scena. Ho gridato loro che lo fermassero, che mi aveva rubato il cellulare. Lui a quel punto lo ha lanciato da una parte ed è corso via. Ma tutte le sere, tutte, ricevo minacce, anche di morte».

Chi abbia appiccato il rogo resta al momento non identificato. Non si sa chi ha acceso i quattro fuochi, né il motivo per cui l’ha fatto. I carabinieri stanno indagando, niente è lasciato al caso e ogni pista è aperta.

Nell’area non sono presenti telecamere, ma chiunque abbia appiccato il fuoco ha commesso un errore. I carabinieri di Campagnatico ieri mattina hanno trovato tra le macerie un innesco. È una rivista femminile, dalla carta patinata, accartocciata a mo’ di torcia e sbruciacchiata solo da una parte. Un oggetto che potrebbe dare una svolta alle indagini. Nelle pagine salvate dal fuoco, infatti, potrebbero essere rimaste impresse impronte digitali riconducibili agli autori del rogo.

In attesa che gli investigatori facciano il loro lavoro, resta un fatto, e Pesucci ne è più che convinto: chiunque abbia agito voleva fare male, molto male. «Se non mi avessero avvertito alle 3 di notte, quando l’incendio era solo all’inizio, qui saltava in aria tutto», dice l’ex sindaco. Un’ipotesi scampata che solo a pensarci mette i brividi. Negli immediati dintorni non ci sono case, a parte quella del titolare del Consorzio agrario, che fa anche da guardiano. C’è però il pastificio Dante, che ha affittato all’Associazione festeggiamenti lo spazio esterno. I danni, insomma, potevano essere molto ingenti se le fiamme non fossero state domate subito.

Certo è che nessuno si aspettava che la sagra del porcino tornasse alla ribalta delle cronache per un fatto così grave. E sì che negli ultimi tempi della kermesse culinaria di Arcille si era parlato a lungo.

Per la prima volta quest’anno, infatti, Arcille ha visto aprire ben due sagre del porcino. Oltre a quella storica, organizzata da vent’anni dall’Associazione festeggiamenti, infatti, in contemporanea il gruppo sportivo Atletico Arcille ne ha organizzata un’altra, poco lontano, esattamente negli stessi giorni. Una doppia sagra nata dopo che le due associazioni non sono riuscite ad accordarsi per fare un unico evento insieme. Porcino contro porcino, Festeggiamenti contro Atletico, da subito è stata guerra ad accaparrarsi l’ultimo cliente, con segnalazioni ai carabinieri di presunte irregolarità, multe e verbali, rivendicazioni di autenticità del marchio “sagra del porcino”.

Screzi finiti più volte sulle pagine dei giornali e che hanno dato alla piccola frazione di Arcille una notorietà mai avuta prima e il curioso primato di avere il più alto numero di sagre pro capite: due per appena duecentocinquanta abitanti. Tutte le notizie da Arcille, tuttavia, sono sempre rimaste confinate nell’ambito del folclore locale e della cronaca estiva. Fino a ieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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