Gioco
Confindustria: «Mai visti due zoppi correre insieme»
Camera di commercio unica con Livorno, Mario Salvestroni affonda: «Era meglio andare con gli aretini, gente più solida»
GROSSETO. Questo matrimonio non s’ha da fare: così il mondo dell’impresa – artigiani e imprenditori – valutò le nozze tra Grosseto e Livorno quando la fusione dei due enti camerali era solo un’ipotesi. Non hanno cambiato idea. Renzo Alessandri, direttore della Cna grossetana osserva: «Quando emerse l’ipotesi dell’accorpamento con Livorno – dice – il dibattito intorno a questa idea rimase confinato in ambito camerale. Non voglio fare polemiche, ma il livello di coinvolgimento delle istanze associative fu decisamente basso».
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Agli antipodi. Se per Riccardo Breda presidente della Camera di commercio di Grosseto l’operazione di incorporazione è «una chance importante», per Mario Salvestroni, numero uno della Confindustria locale la fusione è «una grande occasione perduta». Il verso e il contro verrebbe da dire. Vediamo come spiega la questione chi è portatore dell’interesse d’impresa.
Obiettivo mancato. «L’area vasta più naturale – spiega Salvestroni – era Grosseto, più Siena, più Arezzo. Grosseto rappresenta il 50% dell’agricoltura della Toscana del sud e allo stesso tempo oltre il 50% dell’agricoltura toscana. Ci rendiamo conto la posizione preponderante, di supremazia, che il nostro settore agricolo avrebbe avuto se ci fossimo fusi con le altre due province della Toscana del Sud?».
Questione (anche) di soldi. C’è un’altra ragione per cui secondo Salvestroni sarebbe stato meglio scegliere un’altra compagine: «È emerso che la Camera di commercio di Grosseto – dice – ha qualche rigidità di bilancio. Ebbene, avete mai visto due zoppi che si mettono a correre insieme?».
Meglio Arezzo. «Era meglio mettersi – continua – con gente un po’ più solida, come gli aretini, ma le logiche della politica non corrispondono alle esigenze delle imprese».
Modello Conf. «Spero solo che questo accorpamento sia il punto di partenza per farne altri e per arrivare in Toscana ad una sola Camera di commercio regionale, altrimenti saranno solo enti inutili senza portafoglio: l’economia del mare non si gestisce se non si hanno soldi. E poi fate come noi: in Confindustria gli incarichi sono gratuiti».
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