Il Tirreno

Grosseto

Balestro e polemiche, il Maestro d’armi ha dato le dimissioni

di Alfredo Faetti
Il maestro d'armi Manetti
◗
Il maestro d'armi Manetti

Massa Marittima, primi effetti dopo l’inedita mancata assegnazione del trofeo in attesa del verdetto del magistrato, atteso per il 26 agosto

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA MARITTIMA. Il problema, come in molti a Massa Marittima già sospettavano, sembra legato del tutto su una singola freccia. Quando a notte fonda, nella stanza della giuria, è stata tolta quella punta, le tre rimaste conficcate nel corniolo si sono allentate, dato che il legno ormai ridotto un colabrodo non riusciva più a tenerle ben fisse. Contando parliamo di decimi di millimetro, ecco che non è stato più possibile misurare con certezza i centri e quindi non si è potuto stabilire un vincitore.


Sembra questa la ricostruzione di quanto avvenuto il 14 agosto, la notte in cui per la prima volta il Balestro del Girifalco è finito in pareggio. La stessa versione che sarà portata il 26 agosto di fronte al Magistrato, l’organo supremo della Società dei Terzieri chiamato ad esprimersi su questa vicenda anomala.

E in attesa del suo giudizio, c’è già un primo passo indietro: Sandro Manetti, il Maestro d’armi, il 18 agosto, ha ufficialmente consegnato le proprie dimissioni dopo tre anni d’attività. Non era l’unico in quella stanza, venerdì notte.

C’erano anche gli altri componenti della giuria, ossia il capitano del popolo e dai tre capitani dei Terzieri, a cui si aggiungono per consulenza i tre nunci. Ma del resto il Maestro d’armi, oltre a coordinare l’attività dei balestrieri, è la figura garante delle operazioni per la rimozione delle frecce dal corniolo una volta terminata la sfida e, se l’errore è stato in quella rimozione azzardata, è chiaro che è la prima a risponderne. «Un gesto di grande onestà da parte di Manetti, persona seria e affidabile» dicono dalla Società dei Terzieri, senza voler rimarcare oltre modo un errore che può sempre manifestarsi. Soprattutto, perché fino alla convocazione del Magistrato è prematuro arrivare a qualsiasi verdetto. Una bozza di quella che sarà la ricostruzione da proporre comunque è già trapelata e in termini generali sta in questo modo.


Alla fine di ogni Balestro, il corniolo viene rimosso dalle pareti di piazza Garibaldi e portato nelle stanze segregate della giuria, dove viene “scarciofato”, per usare l’espressione massetana, molto figurata ma che rende l’idea. Alla fine della sfida infatti, il corniolo (ossia il bersaglio) è ricoperto di frecce conficcate e partendo da quelle più esterne i giurati le tolgono una ad una, così da avvicinarsi al centro e decretare un vincitore. Appunto, come si fa con le foglie di un carciofo per arrivarne al cuore.

Il 14 agosto però è successo qualcosa di anomalo: su 24 tiratori, ben 23 hanno centrato il corniolo. Quasi un record, che ha ridotto il legno un colabrodo. Alla fine, ne erano rimaste solo quattro conficcate, talmente vicine al centro che era impossibile infilarci anche il compasso per fare le misurazioni. Da qui, la decisione condivisa (il verdetto infatti è stato firmato da tutti i componenti) di toglierne un’altra, ma quando questa è venuta meno gli altri dardi hanno allentato la loro presa ed è stato impossibile stabilire un vincitore.


In pratica, per cause di forza maggiore, non c’è stata nessuna misurazione. Ed è per questo non c’è stato alcun vincitore della 115ª edizione: in caso di perfetta parità, infatti, il regolamento prevede che la vittoria vada al Terziere che ha tirato per primo. Ma senza misurazione, non c’è modo di decretare neanche l’ex equo. A quel punto, di fronte a questo contesto, la giuria ha deciso per la non assegnazione, la prima in cinquant’anni.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze