Sicurezza
Villette svaligiate a Roselle «Occhio a quel furgone»
Vittima dei ladri, commessa mette in guardia da un camioncino bianco I vicini di casa hanno visto prima arrivare il mezzo e poi due uomini scappare via
GROSSETO. Occhio a quel furgone bianco. La sua villetta è stata visitata dai ladri e Silvia Maria Calì vuole mettere in guardia i residenti della zona in cui abita: Roselle. Le modalità con cui le gang di topi di appartamento svaligiano le abitazioni le sono ormai chiare. Con i suoi vicini di casa ha ricostruito quanto accaduto nel pomeriggio di domenica 16 agosto fuori e dentro casa sua. Il messaggio che lancia dalla sua pagina Facebook è inequivocabile: «È probabile che il furgone usato per i furti in zona sia fatto così» scrive sotto la foto postata di un furgone bianco. Sentiamo il suo racconto.
È domenica. Silvia deve andare al lavoro: fa la commessa. Esce di casa alle 13.30. Lascia la sua villetta con giardino in Strada del Terzo quattro, siamo ad un chilometro dalla Strada dello Sbirro; nella zona si alternano piccoli poderi e villette indipendenti. Anche suo marito esce. In casa non rimane nessuno, a parte i suoi cani. Sono dieci: cinque cuccioli, a cui sta cercando una degna sistemazione e cinque cani adulti. Alle 19 riceve una telefonata: è la sua vicina di casa che la informa che nella sua abitazione sono entrati i ladri.
Come è successo? Può raccontarlo grazie alle testimonianze dei vicini di casa. Il colpo è stato messo a segno tra le 18.45 e le 19. Un furgone bianco, con finestrini nella parte posteriore, si ferma davanti al villino. Scendono due uomini e il furgone riparte. Un vicino di casa sta lavorando nel proprio orto; sente i cani di Silvia abbaiare, ma è tutto nella norma: a volte abbiano pure a lui. Uno dei due malviventi dovrebbe essere rimasto in strada a fare il palo, mentre il compagno è entrato. Ha scavalcato due recinzioni: la villetta ha un doppio recinto, uno alto due metri, l’altro uno. All’improvviso le bestiole non abbiano più. «Io credo che abbiano dato da mangiare qualcosa ai cani, due di loro sono mordaci – ricostruisce Silvia – Sicuramente avevano prima perlustrato la zona e si erano attrezzati». Passa qualche minuto e un vicino di casa di Silvia alza gli occhi verso la casa di lei e vede un uomo che incespica nella recinzione. Poi vede il suo fuggi-fuggi. Ricompare il furgone, i due uomini saltano dentro e il mezzo riparte. Il vicino di casa afferra la sua bici e li insegue; suona anche l’allarme all’altro vicino che stava lavorando nell’orto e che salta sulla sua motocicletta per precipitarsi nella direzione in cui il furgone si è dileguato. Troppo tardi, è svanito nel nulla. Sono le 19. «I ladri – racconta – hanno arraffato solo pochi oggetti di scarso valore in plastica e bigiotteria. La mia preoccupazione era per i miei cani, temevo li avessero maltrattati». Silvia mette in guardia: «Attenti a questi furgoni bianchi che girano, attenti a chi vi suona per chiedervi ferri vecchi o vecchie cucine da smaltire: è la scusa per perlustrare le vostre case».
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