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Preziosa tela di Nasini donata al Comune

Preziosa tela di Nasini donata al Comune

Santa Fiora, la famiglia del pittore regala una preziosa Madonna con bambino di metà Seicento

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SANTA FIORA. Gli eredi dei grandi pittori Nasini, attivi in Italia per oltre tre secoli, donano un prezioso dipinto di Francesco Nasini al Comune di Santa Fiora. La famiglia Nasini ha così voluto sottolineare il rapporto profondo che li lega al paese.

Datato 1667, l’olio su tela dell’artista amiatino delle dimensioni 155 per 240 centimetri – una Madonna col bambino e Sant’Antonio da Padova – sarà ospitato a Palazzo Sforza Cesarini nell’attesa di essere custodito nella Pinacoteca comunale che sarà realizzata nel Palazzo Pretorio una volta restaurato.

«Un legame profondo tra i Nasini e Santa Fiora che oggi viene suggellato da un regalo preziosissimo», ha detto il sindaco Federico Balocchi al momento della consegna, avvenuta venerdì al Comune di Santa Fiora. L’opera è ancora provvista della sua cornice originale in legno intagliato.

«La decisione di donare il quadro di Sant’Antonio al Comune Santa Fiora – spiega la famiglia Nasini – è stata motivata dal desiderio di permettere a tutti di ammirare e apprezzare quest’opera che, oltre al suo pregio artistico, ha da sempre rappresentato per nostra famiglia un grande valore affettivo. Siamo convinti con ciò di aver anche interpretato la volontà dei nostri genitori Ottavio e Nanda che erano particolarmente affezionati a Santa Fiora e alla sua comunità».

Il quadro donato è ben noto alla critica fin dal 1872, da quando il trisnipote di Francesco, Giuseppe Nasini, ricordava che è quadro in questione si trovava nella «Terra di Santa Fiora, nella casa dei fratelli Nasini», e vi leggeva la sigla “F.N.P.”, accompagnata dalla data 1667. Sigla e data oggi non più leggibili, ma lo stesso indubbi. La tela infatti è perfettamente omogenea agli affreschi di Santa Maria in Villa a Seggiano, del 1667, e si pone come un’importante testimonianza del pittore, che in quel lasso di tempo passa dal linguaggio un po’ legnoso e carico di umori tardo manieristi del quinto e sesto decennio del Seicento, a forme più fluide ispirate al cortonismo della pittura barocca.

Francesco Nasini, figlio di Palmiero di Jacomo e Domenica, capostipite di una prolifica famiglia di artisti nacque, come sostiene una collaudata tradizione e come dimostra il registro dei nati delle cure di San Leonardo e Niccolò, proprio a Castel del Piano il 23 novembre 1621 (altri sostengono sia nato a Piancastgnaio 10 anni prima) e morì a Castel del Piano il 27 gennaio 1695, lasciando moltissimi lavori non solo in Amiata (Madonna di S. Pietro a Piancastagnaio, Madonna delle Nevi a Santa Fiora, S. Francesco ad Acquapendente, molte chiese di Castel del Piano e Abbadia San Salvatore) ma anche a Siena, dove probabilmente lavorò nel palazzo Pubblico, nel palazzo del Monte dei Paschi, in quello Chigi Saracini e nei Conservatori femminili riuniti. A lui si riferiscono la tela col Miracolo di San Nicola nella chiesa dell’ex convento di San Niccolò, gli affreschi nella chiesa di San Girolamo e alcuni taccuini di disegni conservati nella Biblioteca comunale degli Intronati.

Fiora Bonelli

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