Il dolore
Case vacanza, continuano le truffe sul web
Nuovo caso a Follonica: versata la caparra il locatore sparisce. Poi lo ritrovano in un altro annuncio
FOLLONICA. Quell’appartamento in viale Italia a Follonica faceva proprio al caso loro: sei posti letto, giardino, vicinissimo al mare, con tanto di foto. E a soli 400 euro a settimana. Scovata su un famoso sito di annunci, l’inserzione viene presa al volo dalla coppia che, con due figli al seguito, telefona, fissa, e manda una caparra di 200 euro come ricarica di una Poste Pay, la carta di credito ricaricabile delle Poste. Ma quando, alla vigilia della partenza, i due ritelefonano per fissare l’incontro e il ritiro delle chiavi, il telefono squilla a vuoto.
Mauro e Cristina, coppia valtellinese in vacanza in Toscana, sono le ultime due vittime della truffa degli affitti per case vacanze che negli ultimi periodi sta mietendo vittime tra i vacanzieri del Golfo. Tanto che, la scorsa settimana, persino il sindaco di Follonica, Andrea Benini, ha lanciato un appello a chi è in partenza per Follonica e cerca on line un appartamento: «Senza garanzie non fate bonifici», ha detto il primo cittadino.
E invece, sabato scorso, Mauro e Cristina si sono fidati, anche perché il sito su cui hanno trovato l’annuncio è davvero uno dei più famosi del web.
«Siamo arrivati a Pontedera e volevamo spostarci a Follonica per una settimana – spiega Cristina – e perciò abbiamo cercato un appartamento su internet». La ricerca sembra dare buon esito: i due trovano una casa vicino al mare e pure economica. «Abbiamo telefonato, ci ha risposto un uomo, ci ha dato il numero di una Poste Pay e un codice fiscale e abbiamo versato 200 euro. Ma quando lo abbiamo richiamato per fissare l’appuntamento per farci dare le chiavi non ha più risposto».
I due capiscono subito di essere vittime di un raggiro. Ma devono comunque trovare un alloggio. E così, sempre da Pontedera, si rimettono alla ricerca, sempre su internet. Finché non si imbattono in un annuncio stranamente familiare.
«Era del tutto simile a quello a cui avevamo risposto la prima volta – spiega Cristina – sempre a Follonica, ma con un altro indirizzo e un altro numero di telefono da chiamare».
I due telefonano e, sorpresa: risponde la stessa voce della prima volta. Sfoggiando nervi saldissimi, Mauro e Cristina non battono ciglio: ringraziano, salutano con un normalissimo «le faremo sapere» e vanno dritti dai carabinieri di Pontedera a fare denuncia, indicando numero di telefono, codice fiscale, numero della Poste Pay.
Scrivono anche un’email al portale dove hanno trovato i due “appartamenti”, che però, al momento, ha risposto solo con un’email automatica per avvisare della presa in carico della segnalazione.
«Una volta rientrati a casa presenteremo anche querela, perché in questa cosa vogliamo andare a fondo», promettono.
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
