Il Tirreno

Grosseto

il ritratto

Arrivato nel 2002 sul barcone ora è un imprenditore al top

Arrivato nel 2002 sul barcone ora è un imprenditore al top

GROSSETO. I porti della costa adriatica brulicanti di albanesi pieni di energia e speranze, prima (negli anni ’90) in fuga da dittatura e caos, poi da un paese stremato e instabile. Tra i...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. I porti della costa adriatica brulicanti di albanesi pieni di energia e speranze, prima (negli anni ’90) in fuga da dittatura e caos, poi da un paese stremato e instabile. Tra i protagonisti di una rocambolesca traversata, nel 2002, c’è Nikolin Lekndreaj (foto), giovanissimo, che segue le orme di amici e parenti che hanno percorso la stessa rotta dieci anni prima. Durante il viaggio quel ragazzo guascone e determinato (dell’Ariete) viene perfino minacciato di morte. Alla fine, a bordo di un gommone, sbarca a Tricase, provincia di Lecce, e dopo un paio di settimane arriva a Firenze, dove inizia a fare il manovale in un’impresa edile, presentato da alcuni parenti.

Si mette in regola subito con la Bossi- Fini. All’anagrafe italiana compare per la prima volta il 10 settembre 2002 con un permesso di soggiorno. Ha talento Nikolin. Un giovane sveglio, che impara al volo e con la mestola tra le mani sa fare tutto. Non sente la fatica e lavora anche 12-14 ore al giorno.

Lo assumono e lo responsabilizzano. Lo mandano a fare i lavori complicati, dove serve precisione, pazienza, capacità di relazione, perché certi committenti sono incontentabili. E Nikolin invece li contenta.

È così che un giorno scopre Montemassi nell’estate del 2005. Una persona importante ha incaricato una ditta fiorentina di rifare 700 metri quadrati a facciavista di un vecchio palazzo. Il lavoro va a rilento. Il direttore dei lavori si lamenta. Un fine settimana si presenta Nikolin. «Ti ci vorranno mesi, pensa il geometra (che poi diventerà uno dei migliori amici di Nikolin), ammesso che tu sia capace». Nikolin respira scetticismo e raddoppia gli sforzi. È agosto. Sui ponti suda giorno e notte, anche nei fine settimana. Il lavoro viene consegnato nei tempi. È un capolavoro. Tutti lo ricoprono di elogi. Gli piace l’atmosfera del paese e a Montemassi ci affitta perfino una casa.

Da Firenze si trasferisce in Maremma, dove lo assume – senza pentirsene – un’impresa edile di Roselle. Nel 2004 si sposa e porta in Italia la moglie. Ancora un paio d’anni e si mette in proprio: il primo camioncino (usato), la prima betoniera, la prima assunzione. È un crescendo di impegni. Nasce la Niko Costruzioni, oggi gestita dal cognato. Insomma: 13 anni al massimo. Senza pause, senza vacanze. (g.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa