Il Tirreno

Grosseto

Una regata perfetta E la Fortezza è leggenda

di Andrea Capitani
Una regata perfetta E la Fortezza è leggenda

Quarta vittoria consecutiva nel Palio marinaro per il rione di capitan Fanciulli Pilarella resiste fino ai 1200, poi l’Argentario si tinge di rosso, giallo e verde

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PORTO SANTO STEFANO. Il poker è servito. Il rione rossogialloverde mette ancora una volta il sigillo sul Palio marinaro dell’Argentario, il settantaquattresimo della storia. E lo fa portando a casa lo stendardo alla sua maniera, ovvero disputando una regata praticamente perfetta dall’inizio alla fine, di fronte ad una cornice di pubblico straordinaria.

La giornata di Ferragosto non è comunque delle migliori, c’è vento e il mare è piuttosto agitato. Condizioni particolari in cui, oltre alla tecnica di voga, deve necessariamente uscire fuori anche il carattere. E di carattere l’armo di via del Forte ne ha da vendere: a dimostrarlo le tre vittorie di fila conquistate precedentemente.

Il sorteggio dei gavitelli vede la Fortezza in prima corsia, in seconda la Croce, in terza il Valle e in quarta la Pilarella. E la partenza è senza dubbio uno dei momenti più importanti: lo scatto, al colpo di fucile, è subito buono sia per la Fortezza che per la Pilarella, con quest’ultima che arriva alla prima girata al largo in leggero vantaggio. Al terzo posto la Croce, quarto il Valle già in ritardo.

Alla seconda virata arriva ancora prima la Pilarella, con la Fortezza che però la sorpassa in uscita dal gavitello. Croce terza e Valle già fuori dai giochi.

Ai 1200 si decide il Palio, con la Fortezza che allunga e la Pilarella che inizia a dare i primi segni di cedimento. Il sorpasso della Croce sui rossobiancoblu arriva ai 2800 metri, con le posizioni che poi non subiscono più modifiche, per la gioia dei tifosi fortezzaioli.

Alla fine i tempi, complici anche le condizioni marine, sono piuttosto alti: vince la Fortezza con 26’ 00”, seconda la Croce con 26’ 20”, terza la Pilarella con 26’ 47” e quarto il Valle con 27’ 08”.

Ecco l’equipaggio che, sul gozzo Grecale, ha scritto una nuova pagina nella storia del Palio marinaro dell’Argentario: Angelo Orsini al timone, Gabriele Solari al primo remo, Mario Rossi al secondo, Andrea Benedetti al terzo e Tommaso Picchianti (il vogatore più giovane del Palio) al quarto. Raggiante, per la quarta volta consecutiva, il capitano Angelo Fanciulli.

«Gli obiettivi quest’anno erano due – dice Fanciulli – : raggiungere il Valle a 16 vittorie e conquistare la quarta vittoria consecutiva. Ci siamo riusciti e siamo orgogliosi dei nostri giovani. Abbiamo un capovoga che è il leader indiscusso, riesce a mettere tutti i vogatori a regime. La gara? All’inizio c’era aggressività da parte di tutti i rioni. Devo dire che avendo letto i tempi degli allenamenti pensavo che la Pilarella facesse i primi 800 metri a palla, e così ha fatto. Però alla prima girata a terra è finito il Palio, con il nostro equipaggio che ha preso il via».

«L’anno prossimo? Noi andiamo avanti per la nostra strada – annuncia Fanciulli – e confermeremo tutto l’equipaggio, con l’obiettivo della quinta vittoria consecutiva, dato che mai nessuno c’è riuscito. I nostri giovani provenienti dal Palietto sono stati magnifici, come anche i nostri under 23 che hanno vinto la gara del 3 agosto. Sono il nostro serbatoio e sono già all’altezza dei grandi. Il progetto è costruire il futuro con questi ragazzi».

«Pensavo potesse essere un Palio ancora più combattuto di come in effetti è stato – commenta il secondo remo Mario Rossi – perché i tempi degli allenamenti dicevano che il Valle e la Pilarella andavano bene, credevo ci potessero dare più fastidio. Invece la gara alla fin fine si è risolta prima del previsto. Il mare non ci ha dato fastidio più di tanto. Al primo gavitello inizialmente avevamo un po’ di calma, ma bisognava stare più attenti quando si arrivava in mare aperto».

Artefice della vittoria è senza dubbio il capovoga Gabriele Solari. «Quest’anno, a differenza delle altre edizioni – dice – abbiamo provato un po’ di più al gavitello durante gli allenamenti, perché comunque avevamo dei giovani esordienti che dovevano tastare quell’emozione. Io lavoro a Genova e abbiamo potuto provare bene solo l’ultimo mese, è difficile concentrare tutto il lavoro di un anno. Quindi badiamo di più alla tecnica che a fare tempi. Quest’anno però devo dire che ci hanno complicato un po’ la vita con il regolamento».

Solari va però un po’ controcorrente. «Il prossimo anno? Penso - annuncia - che potrei anche riposarmi e non partecipare, ma se dovessi smettere lascerei la Fortezza in buone mani».

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