Il Tirreno

Grosseto

Così bravi da non vincere

di Alfredo Faetti

Incredibile esito del Balestro: due tiri perfetti, il drappo non viene assegnato

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MASSA MARITTIMA. La decisione che farà storia è accolta da una bordata di fischi. L’orologio segna ormai le due del mattino di sabato 15 agosto e piazza Garibaldi è coperta da tiratori e tifosi in attesa del verdetto, seduti a terra col fiato sospeso. «La giuria ha ritenuto opportuno dichiarare il 115º Balestro del Girifalco non assegnabile», annuncia un giurato in costume d’epoca alla folla. E la folla risponde con urla, offese e ululati.

Sono passati due giorni, ma la non assegnazione del Balestro continua a tener banco in ogni angolo di Massa Marittima: in piazza, al bar, sui social. «Una decisione sofferta, imprevedibile e presa dopo un lungo e difficile lavoro portato avanti dai massimi esperti tecnici», dice il rettore della Società dei Terzieri, Sandro Poli. Forse colui che più di ogni altro è al centro delle polemiche e del quale da più parti (politica compresa) ora si chiedono a gran voce le dimissioni.

Ma lui non si lascia intimorire e assicura che questo strano capitolo della storia del Balestro verrà riesaminato con cura, anche all’interno della Società stessa. «Confermiamo la fiducia alla giuria che ha operato e ai nunci dei Terzieri _ continua Poli _ rimandando ogni ulteriore decisione al magistrato che è l'organo sovrano».

In questo pazzo fine settimana di Ferragosto, in cui è stato persino rinviato il Palio di Siena, anche Massa ha visto mettere alla prova la sua tradizione per eccellenza. E nella miriadi di reazioni seguite al cosiddetto pareggio tra Borgo e Cittanova è facile trovare molte interpretazioni. C’è chi vede, semmai ce ne fosse bisogno, l’ulteriore dimostrazione che il Balestro «è vivo e ben radicato nel tessuto sociale massetano», ma anche chi scorge il momento di lasciare spazio «a volti nuovi» per guidare la manifestazione.

Ma guai a dirlo alle genti di Borgo e Cittanova, furiose, vista anche la rivalità che le lega e le contrappone: le frecce che hanno «impedito», come ha detto la giuria, di decretare un vincitore infatti erano proprio le loro. Una scagliata dal cittanovino biancorosso Cosimo Gabrielli, l’altra dal gialloblù Patrizio Gentili. Se la giuria avesse decretato la vittoria di Borgo, Borgo avrebbe raggiunto proprio Cittanova nel numero di trionfi totali nel Balestro; viceversa, i biancorossi avrebbero potuto allungare il passo del proprio dominio.

Ma i dardi erano troppo vicini, mescolati ad altri ventitré conficcati nel corniolo (ossia il bersaglio): praticamente un record di colpi a centro. Da qui, la decisione «sofferta e imprevedibile» di non assegnare la 115ª edizione. E le polemiche.

«Non potevamo fare altrimenti», continua Poli, attaccato da una fetta della piazza per un motivo particolare. Mentre la giuria era chiusa nelle sue stanze per sciogliere questo nodo troppo stretto, il rettore sarebbe entrato per capire cosa stesse accadendo. Una mossa vietata dal regolamento e vista da molti come un buon motivo per rimettere il proprio mandato.

«La giuria, con grande senso di responsabilità e consapevole dell’impatto negativo e delle potenziali polemiche che tale decisione unica e anomala avrebbe scatenato fra i soci dei Terzieri, ha deciso, in via straordinaria, di comunicare in anteprima tale decisione al rettore della Società prima che all’araldo e alla piazza ormai stanca di aspettare», spiega Poli. «Il rettore, sorpreso di tale imprevedibile e impattante decisione, senza intervenire tecnicamente non avendone titolo, ha chiesto ai membri della giuria e ai nunci di fare un’ulteriore verifica prima della stesura del verbale e della comunicazione alla piazza». Comunicazione arrivata dopo circa due ore dalla fine della sfida e accolta dalla folla con una bordata di fischi. «La verifica ha confermato all'unanimità l’impossibilita di procedere alla nomina di un vincitore», continua il rettore. «Tutti i componenti della giuria e i nunci hanno infatti sottoscritto il verbale attestante il difficile verdetto».

La giuria infatti è composta dal maestro d’armi, dal capitano del popolo e dai tre capitani dei Terzieri che si avvalgono, quando ritenuto necessario, del parere tecnico dei nunci di Cittanova, Cittavecchia e Borgo. Gli stessi che saranno chiamati dal magistrato per ricostruire questo fatto senza precedenti nella storia del Balestro. Una sfida che stavolta non ha vincitori o vinti, ma che ancora una volta si conferma anima e cuore di Massa Marittima.

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