Gioco
Cerulli chiude le porte Marras gli toglie la fiducia
GROSSETO. «Caro Arturo, da cittadino di tolgo la fiducia». Così il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Leonardo Marras si rivolge al sindaco di Monte Argentarrio, Arturo Cerulli, che lunedì...
GROSSETO. «Caro Arturo, da cittadino di tolgo la fiducia». Così il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Leonardo Marras si rivolge al sindaco di Monte Argentarrio, Arturo Cerulli, che lunedì aveva detto il suo no all’accoglienza degli immigrati.
In un’intervista rilasciata al Giornale, il sindaco Cerulli aveva spiegato le sue ragioni. «Il governatore dice che è nostro dovere farci carico dei profughi – aveva detto – ma alla domanda “dove li metto, che gli faccio fare” non sa rispondere. Il contributo che ci darebbe lo Stato per l’accoglienza, poi, finirebbe, mentre i problemi restano».
Marras, approfittando del fatto che Cerulli è di fede musulmana, ha fatto appello alla storia di Maometto per richiamare il sindaco di Monte Argentario a rivedere la propria posizione.
«Quando il profeta Maometto fuggì dalla persecuzione alla Mecca cercò rifugio a Medina, dove fu accolto con ospitalità. La jijrah (migrazione) del Profeta simboleggia il movimento da terre di oppressione, e il trattamento ospitale incarna il modello islamico di protezione dei rifugiati».
Parte da qui, Marras, per ricordare a Cerulli che «ovunque il principio di accoglienza è un caposaldo. I musulmani come tutti i credenti credono nell’ospitalità come modello di relazioni umane».
E allora la domanda sorge spontanea. «Perché – chiede Marras – il sindaco di Monte Argentario non riesce a coniugare questi principi anche nel governo della propria comunità? La richiesta di Prefettura e Regione prevede, poi, poche persone per Monte Argentario. E, allora il tuo rifiuto è basato su fattori oggettivi o su un pregiudizio? Sono principi economici quelli che prevalgono o una sudditanza a una classe di benestanti che frequentano Monte Argentario?».
Poi Marras cita Giorgio La Pira che, da sindaco di Firenze, diceva ai suoi consiglieri comunali: «Voi avete nei miei confronti un solo diritto: quello di negarmi la fiduci.! Ma non avete il diritto di dirmi: signor sindaco non si interessi delle creature senza lavoro (licenziati o disoccupati), senza casa (sfrattati), senza assistenza (vecchi, malati, bambini, ecc.). È il mio dovere fondamentale questo, che mi deriva prima che dalla mia posizione di capo della città dalla mia coscienza di cristiano».
Marras sottolinea, da cittadino, di «avere diritto di richiamare un altro uomo ad “essere umano” o almeno a rileggere i principi della religione in cui crede. In caso contrario, gli tolgo la mia fiducia, come persona. Caro Arturo – conclude – la comunità che governi si arricchirà se saprà accogliere, se saprà ospitare non solo le persone facoltose, ma anche i più deboli. La tua scelta, il tuo rifiuto è una pietra che pesa e peserà».
Enrico Pizzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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