Sicurezza
Alla Castellaccia una casa per Alex e gli altri profughi
Inaugurato il centro d’accoglienza nel comune di Gavorrano Il viceprefetto: «Ne arriveranno altri, servono strutture»
GAVORRANO. Alex è il primo profugo a cui è stata concessa la richiesta di asilo nella provincia di Grosseto. È nigeriano ed è ospite in Maremma ormai da diversi anni, sempre impegnato nel dare una mano ai nuovi arrivati. Fa il traduttore, ma anche il manovale. Ad esempio, è stato lui a rimettere a nuovo il cancello all’ingresso delle ex scuole elementari della Castellaccia, nel Gavorranese: una struttura (oggi privata) appena inaugurata come nuovo centro d’accoglienza. Per ora nelle sue stanze sono ospitati nove esuli, ma già lunedì saranno undici. Ma nel complesso può arrivare a ventiquattro posti letto.
«In caso di emergenza» dice Luciano Fedeli, responsabile di zona per l’associazione Partecipazione e Sviluppo, a capo del progetto. Lì vicino, Luigi Manzo, viceprefetto di Grosseto, spiega che in realtà l’emergenza è già in corso. «Arriveranno molti altri profughi perciò facciamo appello ai sindaci perché ci diano una mano, facendosi mediatori per trovare strutture pubbliche o private in grado di ospitarli».
Uno è proprio fuori dalla porta del centro, che sta parlando gli ospiti. È la padrona di casa: Elisabetta Iacomelli. E non sembra affatto spaventata dall’appello della Prefettura. «Siamo per tradizione un territorio ospitale – dice – Con centri ben gestiti e controllati come questo ci piacerebbe creare una piccola comunità d’accoglienza in ogni frazione». E Gavorrano di frazioni ne ha undici.
Senegal, Gambia, Malì, Guinea: gli esuli arrivano da tutte le parti e hanno un’età media di 22 anni. Ma queste undici persone non sono nuove in Maremma: fino a ieri erano ospiti a Roccastrada. «Sono tutti educati e rispettosi» assicura Fedeli, che li ha seguiti anche là. Il loro trasferimento è dovuto all’esigenza di creare nuovi spazi in quelle strutture già ben operanti in questo settore. Perché una cosa è certa: arriveranno altri profughi.
«Si legge che agosto e settembre sono i mesi con più sbarchi, perché il mare è caldo – spiega il vicario – Ma non è così: l’inverno scorso abbiamo avuti molti più arrivi rispetto al previsto». La Prefettura lavora senza sosta per trovare nuove sistemazioni. Si sta valutando l’osteria Il Filetto a Massa Marittima, una trentina potrebbe andare nella zona di Castiglione della Pescaia, ma è difficile fare un punto, perché la situazione è in divenire.
Ad oggi, nella zona nord della provincia ci sono circa 160 profughi, tra Roccastrada, Ghirlanda, Gerfalco, Ribolla e da ieri Castellaccia. «La gente qua è assolutamente tranquilla per questi arrivi» spiega Iacomelli, accompagnata dall’assessore Ester Tutini e dal capogruppo William Capra. «Questi ragazzi verranno usati per lavori socialmente utili, come la pulizia dei parchi – spiega l’ultimo – Un modo per andare incontro all’integrazione e sconfiggere la demagogia che circonda l’argomento».
Un problema che non sembra riguardare la Castellaccia. Durante l’inaugurazione, infatti, un ragazzo giocando a calcio tira la palla contro il muretto della casa accanto e subito chiede scusa. Il proprietario lo guarda. E sorride.
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