Il Tirreno

Grosseto

MARINA DI GROSSETO

Vendono alcol a minorenni, sanzionati 2 locali

La Guardia di finanza
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La Guardia di finanza

Pugno duro della Guardia di Finanza su tutto il territorio: per i baristi stangate dai 250 ai 1000 euro

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GROSSETO. In totale sono state contestate a 2 locali cinque sanzioni amministrative per altrettanti casi di vendita di bevande alcoliche a ragazzi di età inferiore a 18 anni. Le sanzioni sono state indirizzate in un caso al titolare e nell’altro al titolare in solido con il barman.

Anche in linea con le direttive della Prefettura i militari della Guardia di Finanza, in questi ultimi giorni, hanno effettuato una serie di controlli presso locali pubblici frequentati dai giovani e in particolare nella zona di Marina di Grosseto, rilevando diverse infrazioni.

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Dal punto di vista della normativa: ai sensi dell’articolo 14-ter della legge 30 marzo 2001 numero 125, così come modificato dall’articolo 7 del decreto legislativo 158 del 13 settembre 2012, la sanzione pecuniaria, quindi di carattere amministrativo per chi vende alcolici per il consumo sul posto (somministrazione) ai minori di anni 18 (ma superiore ad anni 16), o per chi vende per asporto ai minori di qualunque età, va dai 250 ai 1000 euro. Se il fatto è commesso dal medesimo esercizio più di una volta, la sanzione va dai 500 ai 2000 euro ed è prevista la sanzione accessoria della sospensione dell'attività per tre mesi.

Se invece si vendono alcolici - per il consumo sul posto (somministrazione) - a un minore di 16 anni, l'esercente è punito ai sensi dell’articolo 689 del codice penale con l'arresto fino a un anno.

Oltre al contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali, non si abbassa dunque, in questo periodo estivo, l’attenzione e l’azione delle Fiamme Gialle maremmane nei confronti anche degli altri fenomeni d’irregolarità, come il gioco vietato ai minori, la cessione di tabacchi e la vendita o somministrazione di prodotti alcolici a minori di anni 18, fattispecie illecite non sottovalutate dagli organi deputati al controllo e nemmeno dalle istituzioni interessate a tutelare la salute dei giovani e a formarli sul piano morale e culturale.

Un fenomeno quello della vendita e del consumo di alcol da parte di minorenni, da alcuni considerato di minor tenore rispetto al fumo e al gioco vietato ai minori, allo spaccio ed al consumo di sostanze stupefacenti così dette “leggere” come l’hashish o la marjuana, che tuttavia, riveste una significativa pericolosità sociale per i cittadini (si pensi ai problemi derivanti da comportamenti “non responsabili” tenuti dai ragazzi che consumano sostanze alcoliche, come ad esempio gli atti vandalici o la deturpazione del bene pubblico, ovvero il mettersi subito alla guida di motorini o motociclette, con grave rischio per l’incolumità propria e di terzi) e forte preoccupazione per le famiglie dei ragazzi interessati al problema.

Tali episodi che, come noto, si verificano nel corso dell’anno nella movida del “sabato sera”, si accentuano in particolare nei periodi festivi e nelle vacanze estive, in ogni luogo o occasione in cui i giovani possano liberamente accedere all’acquisto o al consumo di alcolici o bevande contenenti alcol, specie all’interno di locali ove non siano stati predisposti, da parte dei titolari, efficaci meccanismi che impediscano ai dipendenti -  preposti a servire e/o vendere il prodotto alcolico ai giovani - di fare possibili “errori di valutazione sull’età del cliente consumatore”.

Tali riflessioni e approfondimenti sono doverosi e necessari, anche alla luce dei recenti accadimenti che hanno occupato gli spazi di cronaca locale e nazionale, in relazione ad episodi che hanno visto il coinvolgimento di ragazzi vittime anche dell’inosservanza dei limiti alla vendita e somministrazione di alcol imposti agli esercenti dal legislatore.

L’attività svolta segue il percorso ormai ampiamente tracciato dal Corpo, che vede le fiamme gialle impegnate a sostenere e tutelare gli “esercenti corretti”, in quanto rispettano gli obblighi di legge e contribuiscono a fare in modo che i luoghi di pubblico ritrovo siano soprattutto un luogo di sano divertimento, rispetto alla concorrenza sleale ed illecita di chi non si fa scrupoli nel fornire sostanze alcoliche ai minori, non dimostrando rispetto della tutela della salute dei più giovani, oltreché della sicurezza della comunità e dell’ordine pubblico in generale.

 

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