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Forestali, giorno “x” per le paghe

Forestali, giorno “x” per le paghe

Se la giunta regionale non si riunisce oggi gli stipendi di mesi slittano a settembre

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CASTEL DEL PIANO. Oggi è il giorno “x” per i ventuno forestali, tra operatori addetti alle attività dei cantieri di forestazione, alla sede parco, alla posizione di distacco e al parco faunistico, dell’Unione dei comuni Amiata grossetana.

Senza stipendio da quattro mesi e con le famiglie allo stremo, i forestali contano sulla giunta regionale per avere, finalmente, i loro soldi, senza rischiare di dover aspettare ancora un altro mese. I soldi per i loro stipendi, infatti, devono essere versati dalla Regione alle casse dell’Unione dei Comuni dell’Amiata grossetana.

«La giunta doveva riunirsi in sessione straordinaria tra il 10 e il 14 agosto – spiega Pier Paolo Micci, referente della Cgil per gli operi e che sta seguendo passo passo la faccenda – e speriamo quindi che deliberi il finanziamento occorrente. Pare che dovrebbe trattarsi di uno o due milioni di euro, una tranche che potrebbe essere impiegata in parte per pagare almeno due mesi a testa degli operai. Spero che la delibera arrivi, altrimenti si andrebbe a settembre e sarebbero cinque i mesi di secca».

Micci tiene a precisare che la questione stipendi forestali è solo la punta dell’iceberg di una problematica nebulosa e aggrovigliata che fa parte delle strategie delle politiche regionali. «Bisogna sapere cosa la Regione Toscana vuol fare con la forestazione – spiega il sindacalista – e se ha intenzione di investirci davvero. Perché se è vero che l’Amiata è quella più in sofferenza, è anche vero che questo ritardo dei finanziamenti potrebbe causare danni pure alle altre unioni dei comuni oltre l’Amiata. Ci dicono che la causa di questi ritardi sta nel dover sottostare al patto di stabilità. Ma qui ne va di mezzo la sopravvivenza stessa delle famiglie, di tante famiglie».

Micci ricorda anche le responsabilità dell’Unione dei comuni amiatini. «Sono stipendi – spiega il responsabile Cgil – a cui contribuisce per il 30 per cento l’Unione dei comuni e per il 70 per cento la Regione. L’Unione, a cui è stata strappata la delega della forestazione, dice che in passato ha già anticipato del suo per pagare gli stipendi e che adesso non può più anticipare nulla. Io dico che questo tipo di questioni riguardano gli enti e i loro rapporti, ma che comunque c’è qualcosa che non torna nella gestione generale di questa problematica».

L’ultima volta che i rappresentanti del sindacato sono stati ricevuti dall’assessore regionale competente in materia, questi promise che avrebbe sbloccato la situazione. «Ci speriamo, ma va da sé che fino a quando non si vede, non si crede», dice Micci.

La questione, insomma, continua girare su stessa, mentre sono state messe in atto iniziative anche provocatorie. Come quella di Giovanni Barbagli, consigliere cinigianese di minoranza dell’Unione che si è rivolto alla Procura chiedendo di mettere in atto il provvedimento di sequestro cautelativo delle indennità dei componenti della giunta regionale per coprire gli stipendi arretrati.

«Se non saranno pagati a brevissimo gli stipendi, non escludiamo iniziative eclatanti», annuncia Micci.

Occhi puntati, dunque, verso Firenze. Chissà se davvero, alla vigilia di Ferragosto, la giunta regionale vorrà riunirsi e dare ai forestali quel che spetta loro di diritto.

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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