Toscana
Un’altra predazione Intervengono i carabinieri
Cinque pecore morte e una ferita in un’azienda agricola di Poggioferro Il pastore incassa la solidarietà del sindaco: «Bisogna fare qualcosa»
SCANSANO. Cinque pecore morte e una ferita. È il triste bilancio dell’aggressione subita a Poggioferro dal gregge di Fabrizio Ulivieri, un allevatore che nemmeno un mese fa aveva avuto un attacco di predatori. Ormai è una carneficina.
Il fatto è avvenuto martedì, con le ormai consuete e raccapriccianti modalità, fra l’altro consumate in pieno giorno. Visto infatti che la notte ormai tutti chiudono le pecore negli ovili, lupi e ibridi attaccano di giorno. Fabrizio ULivieri, infatti, se n’è accorto alle 18, quando è andato a rimettere il gregge. Il bilancio l’ha fatto per intero ieri mattina: cinque capi massacrati, ridotti ormai a pelle e ossa e una ferita. Del predatore non c’era traccia. E pensare che una ventina di giorni fa, altre tre pecore erano state uccise con il consueto cerimoniale nella sua azienda. E stessa cosa succede nei podere vicini.
Ma questa volta Ulivieri ha messo in atto una serie di appelli: ha chiamato i carabinieri, i vigili urbani, il sindaco Sabrina Cavezzini. Occorreva far vedere a tutti la carneficina che ormai sta diventando una consuetudine: «Se non si prendono provvedimenti seri - commenta un vicino di Ulivieri - possiamo chiudere bottega. Le catture? Vogliamo che siano presenti anche gli allevatori a queste catture, se mai arriveranno». Carabinieri e vigili sono stati chiamati perché documentassero fotograficamente questo ennesimo scempio e è arrivato sul posto a Poggioferro, anche il sindaco Sabrina Cavezzini: «Siamo qui - ha detto il primo cittadino di Scansano - per dare il nostro sostegno morale agli allevatori. Siamo al loro fianco e questa deve diventare una battaglia politica. Sarà lunga e dura, ma bisogna farla per salvaguardare l’allevamento che è una fetta importante della nostra economia. C’è bisogno anche di rivisitare il piano di tutela del lupo, e cercando di operare con questo scopo, intanto si attendono le catture».
Cavezzini si richiama, dunque, alle assicurazioni e promesse dell’assessore regionale all’agricoltura Remo Remaschi: «Aspettiamo speranzosi che inizino le catture previste e promesse a partire dal 20 agosto. Si protrarranno per un mese e speriamo diano risultati. Anche in precedenza avevamo provato con le catture e le gabbie, ma senza alcun riscontro. Ora il metodo è quello a lacci bloccati e speriamo i bene. Certo è comunque che con le catture si risolve solo parzialmente il problema. E nemmeno gli indennizzi risolvono. Bisogna trovare sistemi che davvero liberino il territorio dai predatori presenti».
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