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Cosa e dove si costruisce lo decideranno i cittadini

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GAVORRANO. Fino a poco tempo fa si chiamava regolamento urbanistico, oggi è stato ribattezzato piano operativo. In sostanza non cambia nulla: era e resta il documento più importante per gettare le...

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GAVORRANO. Fino a poco tempo fa si chiamava regolamento urbanistico, oggi è stato ribattezzato piano operativo. In sostanza non cambia nulla: era e resta il documento più importante per gettare le basi dello sviluppo del territorio, il perno su cui costruire il futuro. E a Gavorrano si è deciso di inaugurare questa fase con un percorso partecipativo che in realtà è già iniziato.

C’è tempo fino al 29 settembre infatti per poter presentare le proprie proposte e osservazioni alla stesura del piano. L’intento? Non commettere gli stessi errori rispetto al passato. Come si legge nell’avviso del bando per la partecipazione, infatti, dalla relazione di monitoraggio fatta su quel che prevedeva il vecchio regolamento urbanistico (ancora in vigore) «le potenziali trasformazioni ammesse sono state attuate in minima parte, rimanendo disattese molte delle previsioni e dei piani attuativi nei quali era concentrata la maggiore previsione edificatoria» sia per il vecchio che per il nuovo.

Da qui, la decisione dell’Amministrazione di «attuare forme di consultazione e partecipazione con cittadini, compagini economiche e sociali presenti sul territorio, per valutare le proposte di intervento riguardanti le aree di trasformazione».

Ecco perché la decisione di coinvolgere i cittadini, singoli o associati, nella stesura di nuove proposte, contando che nell’avviso sono già previsti i criteri da seguire.

Le idee dovranno puntare alla tutela e alla valorizzazione delle emergenze ambientali del territorio, al recupero del patrimonio edilizio esistente, al potenziamento degli standard urbanistici e degli spazi pubblici e di uso pubblico, nonché delle infrastrutture, degli impianti e, più in generale, della qualità ambientale e sociale dell’ambito territoriale. Ma saranno ben accette anche le proposte per il miglioramento della qualità del tessuto urbanistico ed edilizio esistente, il risparmio nell’uso delle risorse naturali disponibili e, in particolare, il contenimento delle risorse energetiche ed idriche, e ambientali esistenti.

Alfredo Faetti

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