Finanza
Sos laguna di Orbetello: ripartire dopo il disastro
L'ultimo bilancio: 1200 quintali di pesci morti. E la paura di non farcela. Passate alcune settimane, i pescatori si leccano le ferite e tentano l'impossibile pur di non arrendersi
ORBETELLO. Sono 1200 i quintali di pesce morto nella laguna di levante di Orbetello per anossia, la mancanza d’ossigeno nell’acqua che ha provocato un disastro ambientale. È questa l’ultima stima ufficiale nello specchio acqueo dove, se l’emergenza è finita, le preoccupazioni invece continuano.
Mentre la parte di levante si lecca le ferite e inizia un suo lungo cammino verso la rinascita, a ponente si vive e si pesca con un occhio al colore dell’acqua, ai livelli dell’ossigeno e alle condizioni meteo. Della laguna di Orbetello - per la vita dei pesci - non rimane che la zona di ponente, che deve essere preservata a tutti i costi.
Sono passate alcune settimane dalla terribile moria che ha colpito la laguna e l’azienda che ha sulla stessa il diritto esclusivo di pesca, la Orbetello Pesca Lagunare. Di cose ne sono state fatte tante, il pesce morto è stato raccolto e stoccato ed è iniziata la lunga procedura per riuscire ad ottenere il ristoro per le perdite economiche subite. Alcune settimane che hanno cambiato la vita e le abitudini dei pescatori anche alle peschiere di Ansedonia dove si lavora diversamente rispetto a prima con un personale spostato e dirottato sulla pesca a ponente.
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«Siamo in attesa di risorse e del riconoscimento dello stato di calamità naturale a livello nazionale che speriamo arrivi entro la fine di agosto». Come i pesci avevano e hanno bisogno di ossigeno così la Orbetello Pesca Lagunare per ripartire ha bisogno di risorse. «Cercheremo di intervenire sulle risorse bancarie e riformulare un piano industriale». È deciso ed ha le idee chiare Piro ma è anche consapevole di quello che vede con i suoi occhi. «Le condizioni della laguna - dice – non ci danno serenità. La pioggia che è venuta ha sì abbassato la temperatura dell'aria ma non quella nell'acqua». Una preoccupazione che non impedisce di pescare il pesce che in quella parte di laguna gode di ottima salute. «Dobbiamo recuperare ciò che abbiamo perso anche a livello di immagine. La gente ha percepito che tutto il pesce della laguna fosse morto, il nostro ristorante fosse chiuso e che il pesce morto avesse chissà quale patologia. Noi – continua – invece ci siamo e il pesce è morto per mancanza di ossigeno».
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11842527:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/07/27/news/laguna-di-orbetello-oltre-dieci-milioni-di-danni-1.11842527]]Il presidente della cooperativa sa che non sarà facile ma ha la convinzione che sarà fatto tutto il possibile per ripartire. E una buona risposta per la ripartenza sta venendo dalla grande distribuzione organizzata (Coop e Conad) che, dopo le dovute informazioni, «hanno – conferma l'orbetellano – incrementato gli ordini sapendo di avere a che fare con una azienda seria e che testa ed analizza il suo pesce quotidianamente». A breve, in laguna, inizierà la stagione del cefalo e della bottarga. Questo sarà il momento per capire quale è stato il danno alla trasformazione del prodotto. A non sopravvivere all’anossia anche le anguille. «Ne sono morti circa 200 quintali e per crescere una anguilla impiega circa otto anni. La difficoltà - spiega Piro – consiste nel trovare le ceche (avannotto di anguilla), nello svezzarle e seminarle in laguna. Siamo a disposizione perché tutto questo avvenga. Speriamo solo che dopo il clamore iniziale l’attenzione non si abbassi. Dalla politica ci aspettiamo risorse per ripartire e affrontare la stagione invernale. Una cosa è certa, stiamo facendo di tutto per mantenere i posti di lavoro anche perché non è licenziando che si risolvono i problemi».
BUFFET DI SOLIDARIETA'. «Io sto con i pescatori di Orbetello». È questo lo slogan della serata organizzata dagli amici dei pescatori per sostenerli in questo momento di difficoltà. E quale migliore iniziativa se non quella di dimostrare che il pesce della laguna è buono se non quella di organizzare una serata a sostegno di chi quel pesce lo cura e lo pesca?
I pescatori ci sono ancora, sono vivi e vogliono farlo sapere a quanti più possibile. Questa sera, nella sede del ristorante I Pescatori di Orbetello, è stata organizzata una cena a buffet «di presenza e partecipazione solidale» al prezzo di 15 euro (bevande escluse). All’interno dell’area sagra del ristorante ci saranno dei musicisti che si alterneranno per accompagnare la serata in musica. Presenti alla cena i soci ed i dipendenti della Orbetello Pesca Lagunare che offriranno a tutti coloro che vorranno le spiegazioni su quanto è successo in laguna lo scorso luglio. Durante la serata sarà possibile anche acquistare, al costo di 5 euro, le magliette disegnate per i pescatori dal fumettista Sergio Staino. Il vignettista è stato fra i primi a rendersi disponibile per offrire solidarietà decidendo di mettere a disposizione di Pier Luigi Piro e degli altri la sua matita. Come chicca della serata il caffè in battello. Per la fine cena, infatti, chi lo vorrà potrà imbarcarsi su Remus e sorseggiare il caffè durante un giro in laguna. Ancora da stabilire i dettagli della “pesca fra amici”, un’altra iniziativa di solidarietà organizzata da un grande amico dei pescatori, Carlo Conti, che presto dovrebbe rientrare dalle sue vacanze e venire in laguna. Gradito, questa sera, qualcosa di azzurro nel vestiario dei partecipanti.
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