Sicurezza
I camperisti: inascoltate le nostre esigenze
ORBETELLO. «Il disastro ecologico di Orbetello ha avuto gravissime conseguenze sulle attività turistiche». A lanciare l'allarme è Faita FederCamping, l'associazione che rappresenta e tutela gli...
ORBETELLO. «Il disastro ecologico di Orbetello ha avuto gravissime conseguenze sulle attività turistiche». A lanciare l'allarme è Faita FederCamping, l'associazione che rappresenta e tutela gli interessi e i diritti delle imprese turistico-ricettive dell’aria aperta. Faita definisce lo scarico delle acque della laguna nel mare della fascia Osa Albegna come un «volenteroso tentativo di salvare la laguna che ha danneggiato molte imprese».
Per questo motivo l'associazione, nazionale e regionale, ha scritto a Onofrio Cutaia, direttore generale per le politiche del turismo del Mibact, al presidente della giunta toscana Enrico Rossi e al sindaco di Orbetello Monica Paffetti per chiedere un intervento urgente. «Alla gravissima crisi ecologica che ha colpito l’area – si legge nel documento – si sta aggiungendo un ulteriore incalcolabile danno conseguente allo sversamento in mare, certamente non proporzionale né graduale, delle acque senza ossigeno del bacino di levante. La conseguenza, prevedibile e diretta, di questa pratica è il vistoso ed incontrollato inquinamento di aree costiere anche distanti».
Si tratta di uno sversamento che secondo Faita avrebbe «inevitabili ripercussioni sulle attività turistiche». In pratica, per salvare la laguna di Orbetello «si sta irrimediabilmente compromettendo la stagione turistica di moltissime imprese che rappresentano la struttura portante dell’economia del territorio».
L'associazione di categoria chiede quindi «misure e criteri di risanamento della laguna meno impattanti sull’economia turistica locale. Le diverse esigenze dei settori economici coinvolti, turismo, itticoltura e protezione ambientale, possono e debbono trovare una modalità d’intervento che, pur nell’emergenza, ne contemperi e bilanci le esigenze per evitare che la soluzione di un grave problema si trasformi in un disastro economico per gli operatori turistici in particolare e per l’intera economia dell’Argentario, più in generale».
Le lettere di protesta sono state inviate dal presidente nazionale Faita Federcamping Maurizio Vianello e dal segretario regionale Faita Federcamping Toscana Sauro Paoli.
Paoli domani compirà un sopralluogo a Orbetello nelle strutture turistiche coinvolte e incontrerà gli operatori. Prosegue, intanto, il cammino di un gruppo di imprenditori della fascia Osa Albegna verso la costituzione di una associazione per difendere i loro interessi. Lo scarico a Fibbia delle acque della laguna di Orbetello è stata – come sostengono - «la goccia che ha fatto traboccare il vaso» e che si unisce ad altri problemi che segnalano come, per citarne uno, l'erosione costiera. Il gruppo di imprenditori ha tentato, per fermare il pompaggio a Fibbia, ogni strada possibile, mandando anche al comune di Orbetello, alla provincia di Grosseto e alla Regione Toscana, appoggiati da un legale, una diffida che però è rimasta inascoltata. Il gruppo chiese, nei giorni seguenti alla morìa, che si interrompesse lo scarico a mare a Fibbia e si invertisse il pompaggio scaricando ad Ansedonia. La decisione invece di continuare a scaricare nel canale di Fibbia presa alcuni giorni fa dopo un comitato scientifico allargato a cui aveva partecipato anche un professore universitario, Marco Saroglia, dell'università dell'Insubria di Varese, contattato dagli stessi imprenditori, li ha lasciati amareggiati. La decisione però è stata motivata dal fatto che scaricare ad Ansedonia, adesso, viste le condizioni, non sarebbe possibile dato che l'obiettivo principale rimane quello di salvare la laguna di ponente. Motivata o meno, questa decisione a loro non va giù e lamentano una stagione turistica fallimentare con bagnanti in fuga per le condizioni del mare. Un mare che, al di là di giorni in cui l'acqua ha avuto una colorazione torbida, ha, secondo i rilievi effettuati dall'Arpat, tutte le caratteristiche per consentire la balneazione. Si sentono incompresi e - come hanno dichiarato giorni fa - “figli di un Dio minore” dato che «farebbero pagare la tassa di soggiorno offrendo un pessimo spettacolo della costa maremmana almeno in quel tratto». Sono pronti a combattere per difendere le loro attività e una stagione estiva arrivata al momento culminante. I clienti dei campeggi – secondo quanto sostenuto dagli imprenditori – dopo aver subito, lo scorso anno il ripascimento delle spiagge a luglio quest'anno avrebbero trovato l'acqua marrone a causa di quanto successo nella laguna di levante. Domani, dopo il sopralluogo di Faita, gli imprenditori, anche supportati dalla loro associazione decideranno le mosse da mettere in campo per il futuro.
Ivana Agostini
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