Il Tirreno

Grosseto

Piove, gli sposi occupano

di Francesca Ferri

Il Centro visite di Gerfalco denuncia: «Festa non autorizzata nei nostri locali»

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GERFALCO. Sposa bagnata, sposa fortunata, dice l’adagio. Ma stavolta l’acquazzone ha finito per muovere un’orda di circa cento invitati che hanno messo in atto un’occupazione d’emergenza di luogo pubblico adducendo «ragioni di protezione civile» per salvare il banchetto di nozze. E hanno provocato un incidente diplomatico.

Succede al Centro visite della Riserva provinciale delle Cornate e Frosini a Gerfalco, Montieri, un angolo di natura lussureggiante sulle Colline Metallifere, rifugio di animali selvatici e piccolo paradiso naturale. La porta della riserva, di proprietà della Provincia di Grosseto, è una struttura con una sala, la più grande della zona, che ospita un’esposizione permanente e mostre temporanee.

Il Centro è gestito da anni dall’Associazione 75ª avventura attraverso una convenzione con la Provincia. La convenzione al momento è scaduta ma, in attesa del bando, l’Associazione continua a tirare avanti la “baracca”. A chiudere il quadro va detto che accanto c’è un piccolo bar, il circolo Cornate e Fosini Gerfalco, che condivide lo stesso immobile del Centro visite, ne possiede le chiavi, come si fa comunemente tra vicini di casa in caso d’emergenza, ma fa ditta a parte.

«A fine luglio sono stato contattato da una signora che, viste le previsioni meteo non rosee per quei giorni, mi richiedeva il permesso di organizzare un rinfresco di matrimonio all’interno del Centro visite», spiega Simone Negrini, presidente dell’Associazione 75ª avventura.

«La signora – prosegue Negrini – è della zona e ha detto che le sarebbe stato comodo, visto che il convivio veniva organizzato in uno spazio esterno sottostante l’edificio del Centro visite».

La risposta di Negrini è «no». «Il locale è pubblico – spiega – e dedicato esclusivamente a iniziative di pubblico interesse inerenti la natura, la cultura o comunque come da convenzione con la Provincia, non per iniziative private».

La mattina di lunedì 3 agosto, però, la sorpresa. Arrivato al Centro visite, prima di entrare Negrini passa dal Circolo delle Cornate e qui riceve l’incredibile notizia. «La sera prima – spiega Negrini – circa cento commensali avevano partecipato al convivio proprio al Centro visite, nonostante il mio dissenso». Insomma, il banchetto di nozze, alla fine, era stato fatto proprio lì.

Negrini ricontatta immediatamente la signora. «Mi ha detto di aver ottenuto la chiave del Centro da uno dei gestori del Circolo e il permesso telefonico da Paolo Stefanini, responsabile dell’ufficio Parchi e riserve della Provincia, a cui aveva telefonato uno dei partecipanti al convivio».

Cos’era successo? Durante il banchetto di nozze, che si svolgeva all’aperto, aveva cominciato a piovere. Un acquazzone che aveva costretto sposi, parenti e ospiti a rifugiarsi all’interno del circolo. Da lì uno dei presenti al convivio aveva telefonato al referente provinciale chiedendo che autorizzasse l’apertura del Centro visite e aveva ricevuto l’ok. Finito il rinfresco la comitiva ha ripulito tutto e se n’è andata.

«Sì – conferma Stefanini – mi ha telefonato un privato cittadino, dicendomi che stava piovendo, che c’era gente caduta dalle scale, e mi ha chiesto se era possibile ripararsi nella sala del Centro. Se dei cittadini chiedono l’apertura di una sala pubblica in via d’emergenza, in una situazione di protezione civile, o il funzionario dice di no oppure mi prendo la responsabilità e gli do l’accesso».

Protezione civile un banchetto di nozze bagnato? «Sì – spiega Stefanini – perché non mi hanno detto che stavano facendo un banchetto di nozze: mi hanno detto solo che c’era un’emergenza con tante persone riparate alla meglio nel Circolo. Che si trattava di un banchetto di nozze l’ho saputo quando mi ha chiamato Simone Negrini per dirmelo».

Nella sala del centro visite, infatti, non si sono trasferiti solo i commensali. «Hanno portato dentro anche tutto il necessario per il banchetto e hanno mangiato e bevuto lì», spiega Negrini.

Insomma, per il presidente Negrini si è trattato di un caso in cui si sono «scavalcati i vincoli e i regolamenti ai quali sono costretti i cittadini comuni e onesti che devono pagarsi di tasca propria gli spazi per gli eventi eventuali».

Sul banchetto improvvisato il funzionario provinciale promette di fare chiarezza. «Sicuramente faremo le nostre rimostranze – spiega Stefanini – su queste persone che non ce l’hanno detta tutta. Bisogna però anche chiedersi perché il Centro visite fosse chiuso in quel momento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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