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Bottega della solidarietà, lezioni di spesa

 Bottega della solidarietà, lezioni di spesa

ARCIDOSSO. Parte la seconda fase della “Bottega della solidarietà”. Adesso si insegna a scegliere i cibi e a utilizzarli. Per le famiglie che usufruiscono della Bottega della solidarietà (e non solo)...

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ARCIDOSSO. Parte la seconda fase della “Bottega della solidarietà”. Adesso si insegna a scegliere i cibi e a utilizzarli.

Per le famiglie che usufruiscono della Bottega della solidarietà (e non solo), infatti, sono iniziati i corsi formativi per imparare ad acquistare e consumare bene. L’assistenza materiale non basta.

È questo il concetto che si intente divulgare con l’avvio della seconda fase del progetto legato alla “Bottega della solidarietà”. Dopo l’apertura, ad Arcidosso (complesso ex Hotel Toscana), del punto di distribuzione al quale le famiglie in difficoltà aderenti, dotate di apposita scheda punti, si stanno rivolgendo per ritirare generi alimentari e vari, ecco la parte che riguarda la formazione al consumo consapevole, al riuso degli alimenti in cucina, contro gli sprechi.

Gli incontri sono aperti a tutti. Nel ruolo di docenti sono attualmente impegnati: il medico Sara Simoncioli, che si occupa di educazione alimentare, a partire dalla descrizione delle caratteristiche e delle proprietà dei diversi prodotti, per incrementare nei partecipanti le capacità di valutazione e confronto, quindi di operare scelte mirate; lo chef (e autore di importanti libri di ricette locali e non) Letizia Nucciotti, che insegna ai discenti come impiegare e unire bene gli ingredienti, ma soprattutto a riutilizzare quelli già cucinati o in fase di deperimento; l’esperta di mediazione culturale Eva Bugelli, che spiega ai partecipanti, in parte migranti, come fruire dei servizi della Bottega, e in generale dei servizi pubblici locali: da quelli sanitari a quelli educativi, i rapporti con gli enti, la compilazione di domande, registrazioni, la fruizione di contributi e sovvenzioni.

Il progetto gestito dall’Associazione Solidarietà senza confini e finanziato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali (Fondo nazionale per il volontariato, direttiva 2013 legge 266/1991), procede quindi spedito e i primi risultati sono ormai tangibili.

Tra i partner, l’Unione dei Comuni Amiata Grossetano, Società della Salute dell’Amiata, Pia associazione di Misericordia di Castel del Piano, Centro di Promozione sociale di Arcidosso Corsini, l’Istituto comprensivo di Castel del Piano-Arcidosso, l’Istituto professionale di Arcidosso-Santa Fiora. (f.b.)

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