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Prevenzione dei randagi Incontro a Festambiente

RISPESCIA. “Prevenzione del randagismo canino in provincia di Grosseto e gestione responsabile del cane”. È il tema conduttore dello stand allestito a Festambiente, in corso a Rispescia (Grosseto),...

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RISPESCIA. “Prevenzione del randagismo canino in provincia di Grosseto e gestione responsabile del cane”. È il tema conduttore dello stand allestito a Festambiente, in corso a Rispescia (Grosseto), dalla Asl 9 da domani al 16 agosto.

All’interno, veterinari esperti della Asl 9 saranno a disposizione del pubblico per informazioni e materiale divulgativo sulla corretta gestione dei cani in ambiente rurale, in collaborazione con i gestori dei canili rifugio accreditati in provincia di Grosseto e con le associazioni di protezione degli animali, che sono in campo per la lotta al randagismo a all’abbandono dei cani.

A questo argomento, inoltre, è dedicato anche un incontro, oggi dalle 17.30, nell’auditorium dibattiti della kermesse ambientalista, cui partecipano il direttore del dipartimento della Prevenzione della Asl 9, Paolo Madrucci, con veterinari ed esperti dell’azienda, moderato da Lucia Venturi, in veste di giornalista. Al dibattito è prevista la partecipazione di rappresentanti nazionali e locali delle Associazioni ambientaliste, animaliste, venatorie e di categoria.

Il problema del randagismo e dei cani vaganti è molto sentito in provincia di Grosseto: il lupo, infatti, non è l’unico responsabile delle predazioni ai danni delle greggi, mentre i cani randagi, quelli vaganti e gli ibridi lupo - cane rappresentano una parte importante nelle cause di predazione.

Per questo motivo ad aprile 2014, la Regione Toscana ha approvato e finanziato un piano triennale, “Attuazione di interventi in materia di conservazione del lupo e prevenzione/riduzione del randagismo e delle predazioni” (delibera di 354/2014) affidando alle Asl il compito di dare seguito a vari interventi, con l’Ordine dei veterinari e con le Associazioni di protezione degli animali.

La campagna per la prevenzione e il controllo del randagismo canino intende, infatti, sensibilizzare e informare chi vive e frequenta l’ambiente rurale, come agricoltori, turisti e allevatori sulla corretta gestione dei cani e sull’adozione dei sistemi anagrafici e di identificazione previsti per legge.

Come spiega il dottor Madrucci, «i cani vaganti rappresentano un rischio ambientale per la possibilità di ibridazione con il lupo e l'impatto su altre specie selvatiche; sono un fattore di rischio economico per la zootecnia; possono provocare incidenti stradali, possono essere aggressivi ai danni dell'uomo e rappresentano anche un problema sanitario per la diffusione di malattie».

Cosa fare allora per una gestione responsabile e corretta dei propri cani e per evitare il fenomeno del randagismo e dei cani vaganti? «Sicuramente aiuterebbe molto rispettare la legge e usare il buon senso – spiega Madrucci – cioè iscrivere i propri cani all'anagrafe canina, sterilizzarli se non si ha intenzione o necessità di farli riprodurre, non lasciarli liberi di vagare se si vive in campagna, tenerli sempre sotto controllo negli spazi pubblici; e non sarebbe male che si diffondesse anche una maggiore cultura dell'adozione. Ogni cane ha il diritto di vivere fuori da un canile - conclude Madrucci - dove è costretto a vivere in spazi confinati con costi notevoli a carico della collettività».

Il Piano regionale prevede iscrizione all’anagrafe e sterilizzazioni gratuite o agevolate per i cani da pastore o da guardia nelle zone identificate ad alto rischio per fenomeni di predazione.

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