Il Tirreno

Grosseto

Sagra e controsagra, la querelle di Arcille è duello ai fornelli

Francesca Ferri
Da sinistra Adriano Anselmi, Daniele Gallorini, Sergio Bisdomini nella cucina della sagra dell'Atletico (foto Bf)
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Da sinistra Adriano Anselmi, Daniele Gallorini, Sergio Bisdomini nella cucina della sagra dell'Atletico (foto Bf)

In paese, 250 anime, due eventi gemelli in contemporanea. Uno targato Pesucci e uno Atletico, che spera così di salvarsi

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CAMPAGNATICO. A chi piacciono fritti, a chi con la grigliata. I funghi sono buoni in tutte le salse e quest’anno ad Arcille ce n’è in abbondanza. Non nei boschi (almeno per ora) ma in ben due sagre – in un borgo di appena duecentocinquanta abitanti – che si sono aperte in contemporanea venerdì, a poche decine di metri l’una dall’altra. A cosa si deve tanta abbondanza?

La querelle. La doppia sagra è l’epilogo dell’annosa querelle tra l’Associazione festeggiamenti Arcille e il Comune di Campagnatico, che si è trascinata dentro il gruppo sportivo Atletico Arcille, società di calcio locale. La quale tra i due litiganti finora non ha goduto. E alla fine sono arrivati anche i carabinieri. La storia è nota. Nel 2007 il Comune, guidato dall’allora sindaco di centrodestra Elismo Pesucci, concede all’Associazione festeggiamenti Arcille gratuitamente per 30 anni la sala polivalente del paese, costata 1,5 milioni di euro. Qui l’associazione organizzava, tra le altre cose, la storica sagra del porcino. Sennonché all’arrivo del nuovo sindaco Luca Ricciardi (Pd), il Comune annulla la concessione gratuita. L’associazione ricorre al Tar che dà ragione al Comune.

Le conseguenze. Il contenzioso non si chiude e trascina con sé dolorosi strascichi. Non solo perché l’Associazione festeggiamenti ha già presentato appello in Cassazione, ma anche perché nel piccolo paesino c’è grande richiesta di organizzare la sagra e la sala non è ancora disponibile, chiusa perché da un lato l’associazione non ha restituito le chiavi e dall’altro perché il Comune non le ha rinnovato le autorizzazioni.

L’Atletico in difficoltà. Nel frattempo nella vicenda entra l’Atletico Arcille, che vorrebbe anch’esso organizzare una sagra. La società sportiva ha infatti grosse difficoltà finanziarie e solo i proventi di un evento del genere possono salvarla. «Tutte le squadre di calcio dei paesi si finanziano così – spiega il direttore sportivo e cassiere Sergio Bisdomini – Da due anni cerchiamo di mandare avanti l’attività sportiva e volevamo usare la sala polivalente, che è un edificio pubblico pagato coi soldi dei cittadini, ma usato da vent’anni solo dall’Associazione festeggiamenti».

Al calcio servono 30.000 euro. L’Atletico conta 55 tesserati, dai 6 ai trentacinque anni, spalmati in tre squadre: piccoli amici, juniores e terza categoria. «L’idea dell’Associazione festeggiamenti è che loro fanno la sagra e ci danno un contributo – spiega Bisdomini – ma l’anno scorso ci hanno dato appena 6.000 euro. Per una società di calcio come la nostra servono 30.000 euro».

La riunione finita in bagarre. Una sagra autogestita, insomma, era per l’Atletico Arcille una boccata d’ossigeno e di soldi. Per questo a metà luglio si è tenuta una riunione in Comune tra le associazioni del posto per provare a deporre l’ascia di guerra e ripartire daccapo, tutte insieme, con una nuova sagra in favore della società di calcio. La riunione finì in una bagarre tra il vicesindaco e Pesucci. E con l’agosto – mese delle sagre – alle porte, alla fine la decisione è stata di fare ciascuno per sé.

Sagra e controsagra. L’Associazione festeggiamenti ha organizzato la sua “Sagra del porcino” in un’area privata vicino al bancomat. L’Atletico Arcille con l’aiuto di Pro loco sticcianese, Amatori Arcille Uisp, alcuni ragazzi del Nuoto club Ombrone e singoli cittadini, ha invece allestito una controsagra, la “Sagra del porcino con grigliata in piazza”, in piazza della Repubblica.

I costi per l’Atletico. Tutto risolto? Niente affatto. Mentre l’allestimento nella sala polivalente sarebbe stato a costo zero, l’organizzazione in piazza è stata un salasso per l’Atletico. «Abbiamo pagato 3.000 di suolo pubblico e 12.000 di noleggio delle strutture – spiega Bisdomini – tutti anticipati da me, dal presidente Daniele Gallorini e da un altro consigliere. Ed eravamo in deficit di 10.000 euro... Ma per noi è questione di vita o di morte e lo facciamo solo per la squadra, perché crediamo nel suo valore sociale per i ragazzi».

Veleni, carabinieri e multe. I costi in più, però, non sono l’unico cruccio. All’inaugurazione, la sagra dell’Atletico si è ritrovata con un megacartello apposto dalla sagra concorrente in posizione strategica per dirottare gli avventori sui tavoli di quest’ultima. Gli organizzatori hanno chiamato i carabinieri per verificare che la sagra di Pesucci avesse l’autorizzazione: è finita con una doppia multa, per il cartello e per i manifesti, per l’Associazione festeggiamenti. «Se è per la sagra non dico niente», taglia corto al telefono il presidente dell’Associazione festeggiamenti Enrico Comandi, buttando giù la cornetta. Conferma tutto, invece, Pesucci. «Ci hanno fatto 400 e 800 euro di multa, è vero – dice l’ex sindaco – e non ci hanno permesso di fare musica dal vivo, nonostante il numero dei presenti permettesse di farla senza autorizzazioni. Ma la sagra storica del porcino resta la nostra e quello del Comune, che ci impedisce di usare la sala, è un abuso».

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