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L’uomo calmo che tifa Juve e non ama i grandi eventi

L’uomo calmo che tifa Juve e non ama i grandi eventi

Dal tifosissimo della Viola, Gianni Lamioni, allo sfegatato juventino Riccardo Breda. Un tipo tranquillo. Grossetano, piccolo imprenditore nel campo dei macchinari da stampa e attrezzature d’ufficio...

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Dal tifosissimo della Viola, Gianni Lamioni, allo sfegatato juventino Riccardo Breda.

Un tipo tranquillo. Grossetano, piccolo imprenditore nel campo dei macchinari da stampa e attrezzature d’ufficio (dà lavoro a 8 persone), 46 anni compiuti da poco (14 luglio, segno zodiacale cancro). La moglie, Stefania, titolare di uno studio legale. Un solo figlio, Francesco, di 8 anni. «Sono un tipo riflessivo e tranquillo» dice di sé. Eccolo, il nuovo numero uno della Cciaa.

Se lo aspettava. Ex presidente della Grosseto fiere (tra 2009 e 2014) e presidente Cna nel 2013. Breda sposa la causa dell’associazione di via Birmania sin da giovanissimo, accolto dall’amico Saimo Biliotti che lo coinvolge nel gruppo giovani imprenditori. «Non ho mai pensato a un’elezione sul velluto. La mia avversaria aveva buone possibilità: è stata vice presidente dell’ente e ha accumulato esperienza». Lo scontro è stato politico. Le due parti hanno scelto di andare dritte alla conta. «Mi aspettavo che sarebbe stato così acceso? Sì, sono sincero».

La speranza dopo il terzo round. Al termine della terza votazione, con il quorum mancato per un soffio, sulla sala Contrattazioni è calato il gelo. Tanti i delegati usciti per strada: chi a fumare, chi attaccato al telefonino, chi a scambiare chiacchiere e impressioni. Tutti nella speranza di trovare la quadra. Ed è in quel momento che sulla schiena di più di uno dei consiglieri è iniziato a scorrere il brivido del commissariamento. «Alla fine della terza elezione ho sperato nel buonsenso degli elettori. Soprattutto – confida Breda - che l’indeciso scegliesse di convergere sul mio nome».

Quel “yes” sul telefonino. Un gioco d’equilibri facilitato dall’assenza di Filippo Lombardelli: l’ex presidente dell’Ascom non si presenta alle chiamate decisive e - di fatto - affossa le ultime speranze della Palmieri. «Non mi preoccupo delle dinamiche degli altri. Penso solo ai miei: uno tardava e gli ho chiesto via sms se sarebbe venuto. Mi ha risposto “yes”. E così è stato» dice Breda mentre accenna a un sorriso.

Edilizia e lavoro. Ora, partite a scacchi a parte, c’è da metter in piedi il futuro dell’ente. A partire da vice presidenza («sceglieremo più avanti. Qualcuno del mondo agricolo? Chissà») e giunta camerale («con la mia elezione si libera un posto: resterà agli artigiani»). Presto per far nomi. L’economia maremmana è in ginocchio. E Breda ha le idee chiare: «Sull’edilizia la direzione è quella della riqualificazione degli edifici». Grande l’attenzione sulle dinamiche dell’occupazione: «Le imprese sono al collasso ed è forte pure il calo dei dipendenti nelle forze armate. Questo deve far riflettere».

Prime strategie. La nuova sede della Camera di commercio? «Ormai è un progetto superato. E sul destino della sede attuale vedremo». Stop ai grandi eventi: «Quella stagione era già finita con l’ultimo periodo di Lamioni. I soldi sono sempre meno. Ma c’è un ente, la Grosseto fiere, nato per questo scopo e questo dovrà fare».

Il bambino e i bianconeri. La Santa alleanza tra le associazioni di artigianato e commercio? «Va avanti. Le divisioni sono finite” assicura. Di spazio per altre discussioni non ce n’è. È ora di cominciare a prender posto nel nuovo ufficio. Il quadro raffigurante Cana, città natale di Lamioni, è già stato tolto dall'ex presidente. «Lì metterò la foto di mio figlio. Eviterò la bandiera della Juve» conclude, sorridendo, il nuovo presidente.

(m.b.)

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