Il Tirreno

Grosseto

Dupé, la Maremma scalda il palco sulle note di un ukulele

Sara Landi
Dupé, la Maremma scalda il palco sulle note di un ukulele

Unica band locale selezionata per Festambiente, apre il concerto di Max Gazzè

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RISPESCIA. L’estate scorsa il loro primo singolo, “Passo dopo passo”, ha spopolato in Rete. Quest’anno sono l’unica band locale selezionata per salire sul palco centrale di Festambiente e aprire il concerto di un big. C’è chiaramente grande attesa per Max Gazzé che è da sempre un amico del festival di Legambiente e che sabto 8 agosto torna da solista con il “Coast to coast live tour” dopo il successo del progetto a tre con Niccolò Fabi e Daniele Silvestri ma per i grossetani sarà un piacere doppio ascoltare prima di lui i Dupé.

«Siamo stati contattati per suonare a una delle notti bianche all’interno del progetto EdicolAcustica – dice il bassista Emanuele Cardile – poi gli organizzatori ci hanno comunicato che eravamo stati scelti come unica band maremmana per aprire uno dei concerti principali in cartellone. Per noi che stiamo lavorando al nuovo singolo e all’uscita del nostro primo “ep” è una grande soddisfazione».

A dare vita inizialmente al progetto Dupé sono due musicisti grossetani, Stefano Paladini (cantante, chitarrista e autore dei testi) e Filippo Scandroglio (chitarra elettrica e weissenborn, armonica, ukulele e cori) a cui si sono aggiunti in seguito Emanuele Cardile al basso e Lorenzo Giallini alla batteria. «Questa è la formazione standard – spiega Emanuele – che ora stiamo ampliando con l’ingresso di percussioni e tastiere».

Stasera i Dupé suoneranno a Festambiente con Andrea Flaminio, fondatore e docente del Cmm di Grosseto, e Simone Batignani. Tre i brani in scaletta, tra cui “Passo dopo passo”, prima di cedere il microfono a Bianco, cantautore che apre il concerto di Max Gazzé.

La band ha un sound riconoscibile, influenzato dal mondo del surf, dalla passione per il mare, per la natura e per uno stile di vita lontano dallo stress quotidiano. «Nel nostro progetto – spiega Emanuele – ci sono varie influenze, dal blues al folk, e l’uso di strumenti come l’ukulele o la chitarra weissenborn caratterizza molto i pezzi». I testi, in italiano, sono di Stefano Paladini ma l’arrangiamento è condiviso da tutto il gruppo.

 

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