Il Tirreno

Grosseto

Breda è presidente il commissariamento è scongiurato

di Maurizio Bernardini
Breda è presidente il commissariamento è scongiurato

Il numero uno della Cna alla guida della Camera di commercio Elezione al quarto e ultimo scrutinio tra assenze e divisioni

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GROSSETO. Riccardo Breda (Cna) è il nuovo presidente della Camera di commercio. Sarà lui a traghettare l’ente verso la fusione con l’istituto camerale di Livorno. E, cosa ancor più importante, sarà lui a sedere sulla poltrona più prestigiosa di via Cairoli durante la campagna elettorale per le Comunali, con tutti gli occhi puntati sulla sfida nel capoluogo.

Troncate le velleità della sfidante, Carla Palmieri (Ascom). Breda, alla quarta e ultima votazione, raccoglie 12 voti. La sua avversaria 7. Ben 2 le schede bianche. «Non ci sono né vinti, né vincitori. Lavoriamo tutti assieme per la nuova Camera di commercio» dice il neopresidente nel suo primo breve discorso al consiglio. Un approccio diplomatico che s’impone a chi dimostra d’aver già assunto un ruolo istituzionale. Ma la realtà, specie se considerata la prima parte della frase di Breda, è ben diversa.

C’è chi ha vinto e chi ha perso. Eccome. Perché è stata battaglia vera. Forte. Audace. A tratti sregolata. Una fitta rete di telefonate, incontri, voli pindarici e qualche capriola: nulla è mancato. E - come in ogni votazione che si rispetti - non è mancato neppure il finale al cardiopalma, con lo spettro commissariamento e l’abbraccio dei franchi tiratori. Ma per capire davvero cos’è successo nell’elezione avvenuta nella sala Contrattazioni dell’ente camerale (mai luogo avrebbe avuto nome più indicato) occorre fare un passo indietro. Sì, perché la sfida tra Breda e la Palmieri s’è trascinata per settimane. Di sicuro dal 30 maggio, giorno dell’addio dell’ex presidente Gianni Lamioni, sceso nella mischia politica e dunque dimissionario dopo una doppia elezione per acclamazione. È lui il principale sostenitore di Carla Palmieri, così come Renzo Alessandri e Leonardo Marras sono (anche se quest’ultimo non ufficialmente) sponsor di Breda. Lo scontro è chiaro, aspro. Da un lato le idee liberali, dall’altro quelle riformiste. È su quest’asse, con un affaccio costante alle Comunali, che si posizionano di volta in volta i protagonisti della partita: Ascom, la Confartigianato di Lamioni e la Confagricoltura di Vivarelli Colonna sposano la causa della Palmieri; Cna, la Cia di Rabazzi e la Confesercenti della Faragli si allineano su Breda. A questi si sommano il voto delle Coop, Ance e consumatori (sponda Palmieri); Cgil, liberi professionisti, Federalberghi e industriali (verso Breda). Con queste dinamiche si chiudono i primi due scrutini: 10 voti per la Palmieri, 8 per Breda (ma, oltre al convalescente Lucheroni della Confesercenti, è assente Salvestroni, delegato degli industriali). Terza votazione, quella di ieri mattina: c’è il sorpasso. Sono 11 voti Breda, 9 Palmieri, un astenuto. Ma il quorum è a 12, tutto da rifare.

Ascom è tagliata a metà: l’ex presidente Filippo Lombardelli non si presenta. E Federalberghi continua a sostenere Breda. Agricoltori, commercianti, artigiani: il mondo delle imprese è lacerato. Alla quarta votazione deve arrivare la sintesi, altrimenti l’ente è da commissariare. I delegati prendono un’ora di pausa. Attimi concitati, Salvestroni ricorda come «stiamo votando tra Breda e il commissariamento». Vivarelli replica duro. Lamioni domanda se sia possibile convergere su un terzo nome, ma lo statuto lo impedisce: l’ultima chiama è un ballottaggio. Si va alla conta. Breda tocca quota 12, è fumata bianca. La Palmieri si sgonfia sino a 7 preferenze, 2 le bianche. I due consiglieri Coldiretti e quello del credito, si vocifera, hanno scelto Breda. Giallo sugli astenuti: c’è chi giura su Ance e Coop, ma serve a poco. Vince Breda. Palmieri e Lamioni si congratulano.

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