Il Tirreno

Grosseto

Badante ubriaca picchiò anziano

di Francesca Gori
Badante ubriaca picchiò anziano

Assunta dalla Caritas, la donna aveva passato la notte al bar: lui era stato lasciato senza cena e ferito

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MASSA MARITTIMA. Era appena arrivata in un paesino delle colline metallifere dopo essere stata assunta dalla Caritas. Lei era una donna di origini ucraine, in Italia per lavorare.

E proprio per quello era stata mandata nel piccolo centro per accudire un anziano che aveva bisogno di cure. Ma il primo giorno di lavoro per l’uomo, che all’epoca dei fatti aveva 79 anni, si era trasformato in un incubo già a partire dalla sera stessa. Un incubo che lo portò dritto all’ospedale con una prognosi di trenta giorni per le botte che aveva preso dalla donna. Ma non solo.

La donna, che oggi ha 45 anni, la sera del suo arrivo era andata al bar. Ma dopo un po’ che era lì aveva cominciato a infastidire i clienti tanto che erano stati chiamati anche i carabinieri.

Erano le dieci di sera quando una pattuglia era arrivata davanti al locale. Ma la mattina dopo, all’alba, la situazione non era ancora cambiata.

La quarantacinquenne era ancora lì. Aveva bevuto molto durante la notte e i carabinieri erano stati chiamati ancora una volta dai proprietari del bar.

La donna era andata a casa dell’anziano e aveva più volte suonato il campanello, ma lui non aveva aperto.

I vicini di casa dell’uomo avevano quindi chiesto l’intervento del 118. Ma quando l’ambulanza è arrivata all’indirizzo alla quale era stata richiesta, l’anziano aveva appena aperto la porta.

Il suo volto era coperto di sangue e aveva diverse ferite addosso. Sia la badante, che aveva passato una notte brava in compagnia di diversi bicchieri di alcol che l’uomo, erano stati portati all’ospedale.

E lì, l’anziano aveva raccontato quello che era successo la sera prima. Prima che la donna uscisse di casa per andare al bar, lo aveva colpito con una botta in testa mentre l’anziano stava aspettando che gli preparasse la cena.

Era caduto a terra e poi si era chiuso nella sua camera senza mangiare.

La badante invece, all’ospedale aveva raccontato che l’uomo era caduto per terra perché era ubriaco. Tesi contrapposte, che sono state riportate anche durante il dibattimento in tribunale, di fronte al giudice Giovanni Puliatti.

L’avvocato della donna, Manuela Spagnoli, aveva invece sostenuto la tesi che l’uomo era poco lucido e che aveva raccontato di essere stato picchiato dalla donna solo per coprire una caduta in casa, avvenuta tra l’altro mentre la badante era fuori.

L’anziano non ha nemmeno visto la conclusione del processo, finito con una sentenza di condanna lo scorso mese. Lui è morto, ma prima di chiudere gli occhi è riuscito a raccontare quella sera e quella notte di follia nella sua abitazione.

La donna, accusata di lesioni personali, è stata condannata a due mesi di carcere, con pena sospesa e non menzione oltre al pagamento delle spese di processo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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