Il Tirreno

Grosseto

L’anno nero della Maremma La crisi non molla la presa

di Enrico Pizzi
L’anno nero della Maremma La crisi non molla la presa

La provincia soffre più del resto della Toscana: pochi segnali di ripresa Il fatturato diminuisce del 5% e gli investimenti delle imprese restano al palo

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GROSSETO. Indicatori in flessione più di quanto non accada nella media della Toscana nel 2014, nessuna prospettiva di invertire la tendenza nel 2015 e un fatturato che, dal 2006 a oggi, si è ridotto del 40%. Per Andrea Manuelli, che ha redatto il rapporto Trend presentato dalla Cna di Grosseto, è questo il quadro che emerge dall'analisi dei dati relativi al 2014. Una situazione straordinaria che richiede misure straordinarie, secondo il direttore della Cna Renzo Alessandri che richiama il presidente della Regione Enrico Rossi a mantenere gli impegni presi con la Maremma. Il fatturato provinciale dell'artigianato e della piccola e media impresa scende da 496,4 milioni di euro del 2013 a 471,2 milioni con una contrazione del 5,1% rispetto all’anno precedente, in linea, ma comunque superiore, alla contrazione media registrata in Toscana, che è del 4,4%. I consumi delle aziende e le retribuzioni seguono un andamento simile a quello del fatturato: la spesa per le retribuzioni è in diminuzione del 6,1%, contro l'arretramento medio regionale del 5,1%, mentre i consumi scendono meno della media regionale: -4,7% contro un -5,7%. Più evidente, invece, il gap tra la Maremma e la Toscana sul fronte degli investimenti che sono in calo del 9,1%, mentre a livello regionale la flessione è dell'1,9%. Tutti i settori dell'artigianato contribuiscono al saldo negativo, ma è soprattutto l'edilizia a evidenziare l’arretramento maggiore: fino al 2012 le costruzioni rappresentavano il principale settore artigiano con oltre la metà dei ricavi totali, nel 2014 l'edilizia rappresenta il 37,4% del totale. Per Manuelli non emergono, dai dati, elementi che possano far pensare a una ripresa nel breve periodo e il ricercatore sottolinea che sarebbe questo il momento di mettere in atto strategie di diversificazione dei mercati di riferimento, non solo all'estero, per ottenere maggiori benefici dall’export e sfruttare anche l’allentamento della recessione e un migliore stato della domanda interna nel 2015. Il direttore della Cna Renzo Alessandri ha sottolineato che la situazione straordinaria in cui la Maremma è immersa richiederebbe misure straordinarie, ma a fronte dell'impegno preso a gennaio, a favore della fascia costiera, «Peccato però che il presidente della Regione Rossi – dice Alessandri – abbia limitato l'ambito della costa alle province di Massa e Livorno». Anche sul programma da 21 milioni di euro che la Regione si accinge a varare a sostegno delle imprese, Rossi, secondo Alessandri, avrebbe ripetuto lo stesso errore assegnando un punteggio maggiore alle domande provenienti dalle aree di crisi di cui Grosseto non fa parte. Eppure «pur non essendo area di crisi “di fatto” - dice il direttore della Cna – lo siamo almeno “di diritto” visti i 30 mila disoccupati a fronte di 27 mila occupati (di cui il 19%, nell’ultimo anno, ha lavorato solo un mese), un Pil manifatturiero che è meno della metà di quello regionale e che sembra destinato a contrarsi ulteriormente e il difficile momento vissuto dal turismo».

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