Il Tirreno

Grosseto

L’Amiata dice no ai profughi poi ci ripensa

di Fiora Bonelli
L’Amiata dice no ai profughi poi ci ripensa

Arcidosso e Castel del Piano accoglieranno una decina di persone ciascuno: Roccalbegna non fa alcun passo indietro

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CASTEL DEL PIANO. In arrivo profughi anche a Castel del Piano e Arcidosso, che hanno dato la disponibilità a trovare strutture per ospitarli, come ha fatto qualche altro comune della provincia, allineandosi con altri della Toscana. È passato, insomma, l’input del governatore Enrico Rossi, che dopo aver convocato tutti i sindaci a Firenze pochi giorni or sono, continua a spingere perché prenda corpo il modello da lui prediletto, quello di un’accoglienza diffusa e non invasiva e invita tutti i primi cittadini a mettere un po’ di collaborazione in un atto di solidarietà e ospitalità a cui in situazioni di emergenza come questa non ci si può sottrarre. Anche i due paesi dell’Amiata i cui sindaci, ultimamente, avevano ipotizzato di non poter proprio ospitare nessuno perché strutture disponibili non ce n’erano, adesso hanno dovuto cedere alle pressioni della Regione e anche alle sollecitazioni del prefetto di Grosseto che ha ricevuto i sindaci il 4 agosto, alla presenza dell’assessore regionale Vittorio Bugli e che è tornato a premere perché le istituzioni facilitassero l’accoglienza: «Vista la situazione di emergenza estrema e visto che o arriviamo a un compromesso o la prefettura può fare un atto di imperio, abbiamo preferito vedere come risolvere la situazione in house - spiega il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci - non sottraendoci alle nostre responsabilità e alla solidarietà. Credo che arriveranno otto profughi a Castel del Piano. Strutture pronte non ci sono. Per questo stiamo cercando o alberghi o campeggi dove sistemare queste persone». L’arrivo a quanto è dato capire, sarebbe imminente. «Come Arcidosso - spiega il sindaco Jacopo Marini - abbiamo dato al prefetto la nostra disponibilità a preparare un progetto per ospitare i profughi. Ogni comune ne dovrà accogliere uno ogni 600 abitanti. Dunque noi ne ospiteremo fra otto e dieci, come Castel del Piano. Anche Arcidosso non ha strutture pronte per loro, ma ci stiamo organizzando». Ma ci sono anche sindaci che hanno fatto presente di non avere affatto strutture disponibili, come il primo cittadino di Roccalbegna Massimo Galli: «Non abbiamo né strutture nostre né associazioni o cooperative che potrebbero gestire gli immigrati - spiega - e la nostra disponibilità non l’abbiamo data. Se poi i privati vorranno muoversi diversamente, facciano pure. Ma come Comune non possiamo offrire nulla». Per ciascuno dei profughi si impiegano 38 euro al giorno (e anche di più per i minorenni) che arrivano dai finanziamenti dell’Unione europea. I quali soldi non vanno agli immigrati se non in minima parte, ma vanno alle associazioni o alle cooperative che poi gestiranno il soggiorno di queste persone: «I soldi - spiega il sindaco Claudio Franci - vengono impiegati per l’assistenza sanitaria, per i corsi di lingua italiana. La novità è che, come ha decretato la regione Toscana potremo impiegare i profughi per lavori socialmente utili».

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