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Tubo rotto, famiglie senza acqua da giorni

GAVORRANO. Senza acqua. Da giorni. E mentre continuano le temperature africane. «È un disagio che si prolunga da giorni. Siamo al limite della sopportazione: è una situazione veramente critica». Anna...

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GAVORRANO. Senza acqua. Da giorni. E mentre continuano le temperature africane. «È un disagio che si prolunga da giorni. Siamo al limite della sopportazione: è una situazione veramente critica». Anna Roveri racconta la sua esperienza, ma parla a nome di tutte le famiglie che vivono nella zona di San Giuseppe, a due passi da Bagno di Gavorrano, dove da ormai cinque giorni non esce una goccia d’acqua dai rubinetti. Colpa di una rottura nelle tubature, che ancora le ditte incaricate non sono riuscite a trovare, sebbene il guasto fosse stato a suo tempo segnalato.

E come e non bastasse, ora le abitazioni stanno terminando le riserve messe da parte nelle proprie cisterne private, fatte installare a proprie spese proprio perché il sistema idrico da queste parti ha problemi continui.

«Stiamo tutti finendo le scorte» conferma. È un disagio che si accompagna alla rabbia di non riuscire ad avere una risposta chiara dall’Acquedotto del Fiora.

«Al call center ci dicono di non poterci passare nessuno, così ad oggi non sappiamo quando tornerà l’acqua».

Quello che gli abitanti di San Giuseppe stanno vivendo in questi giorni è l’effetto di un gomitolo di problemi. Tutto inizia venerdì scorso, quando la gente, che ha ormai fatto il callo ai disservizi, si accorge che nei rubinetti qualcosa non va. Tant’è che, poco dopo, il flusso s’interrompe. Parte immediata la segnalazione all’Acquedotto e gli abitanti attendono fiduciosi che il problema venga risolto, potendo contare intanto sulle cisterne private. «Siamo stati costretti a installarle – racconta Roveri – La mia ad esempio è di tremila litri e pensavo che fosse sufficiente in attesa che il guasto fosse riparato. E invece…». E invece le ditte specializzate, che hanno un appalto con il Fiora, sono arrivate in cerca del guasto, ma «non sono riuscite a trovarlo proprio perché manca la pressione e l’acqua non arriva» continuano gli abitanti.

Sono passati cinque giorni di telefonate furiose. «Al call center non ci vogliono passare nessuno e quando chiamano dall’Acquedotto lo fanno attraverso un numero privato, così da non poter essere richiamati» raccontano Roveri e gli altri abitanti. «Se avessimo dovuto stare alle regole del Fiora a quest’ora non eravamo in questa situazione». Già, perché «stando al regolamento se il servizio idrico s’interrompe e non riprende dopo dodici ore l’Acquedotto invia un’autobotte per garantire all’approvvigionamento. Qua – ricordano gli abitanti – sono passati cinque giorni e non si è visto ancora nessuno».

Fuori ci sono trenta gradi e non puoi lavarti neanche il viso: lì abitano bambini e molti anziani, uno dei quali appena tornato dall’ospedale.

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di Redazione web