Toscana
«Telefonò al cardiologo 18 volte: poteva salvarsi»
MAGLIANO. Pino Daniele e la compagna Amanda Bonini hanno telefonato diciotto volte al cardiologo Achille Gaspardone nei tre giorni precedenti la morte dell’artista. Lo dichiara all’Ansa l’avvocato...
MAGLIANO. Pino Daniele e la compagna Amanda Bonini hanno telefonato diciotto volte al cardiologo Achille Gaspardone nei tre giorni precedenti la morte dell’artista. Lo dichiara all’Ansa l’avvocato Marco Mastracci, legale della moglie di Daniele, Fabiola Sciabarrasi. Che annuncia di aver pronta un’istanza da presentare a settembre al pm della Procura di Roma insieme a un’integrazione di perizia del medico legale di parte Luisa Regimenti. «Vogliamo capire perché non c’è stato un intervento tempestivo e si è aspettato che la situazione già compromessa precipitasse. Non cerchiamo un colpevole ma la verità», dice Mastracci.
Pino Daniele, insomma, non trova ancora pace. L’artista napoletano, morto il 4 gennaio dopo aver cercato invano di raggiungere dalla sua casa di Magliano l’ospedale romano Sant’Eugenio, è stato stroncato da un attacco cardiaco mentre era in auto con la compagna Amanda Bonini.
Dopo che i medici legali hanno stabilito che è «morto per decadimento della funzione cardiaca» e hanno accertato che non si sarebbe necessariamente salvato se fosse stato portato nell’ospedale di Orbetello, la Sciabarrasi ha preparato l’istanza con gli avvocati Marco Mastracci e Pasqualino Silvestre per far luce su un altro aspetto. Secondo lei intervenendo due o tre giorni prima Daniele avrebbe avuto «un’alta probabilità di salvarsi» facendosi visitare.
Non è però l’unica questione aperta sulla morte dell’artista. Venuto in Maremma per cercare un po’ di riposo per il suo cuore malato, tornerà in Maremma dove le sue ceneri saranno custodite in una cappella in via di ultimazione a Magliano. Ancora mistero però su dove andrà il cuore, risparmiato alla cremazione perché il medico legale potesse effettuare gli esami necessari. Sarà ricongiunto alle ceneri? O sarà tumulato a Napoli, come una parte della famiglia ha chiesto?
Francesca Ferri
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