Attenzione
Fumi nel mirino di Annino
SCARLINO. L’ingegner Vincenzo Annino, coinvolto dal fronte del No, torna sulle sue osservazioni sull’inceneritore di Scarlino, commissionate dall’Isde così da poterle giocare durante la conferenza...
SCARLINO. L’ingegner Vincenzo Annino, coinvolto dal fronte del No, torna sulle sue osservazioni sull’inceneritore di Scarlino, commissionate dall’Isde così da poterle giocare durante la conferenza dei servizi.
Rifiuta l’etichetta di ambientalista, dato che sul tema ha lavorato anche ai tempi in cui era direttore dell’Ansaldo, dirigendo ad esempio la quota di progetto della centrale elettrica solare di Adano. Ma soprattutto, pone l’accento su alcuni punti delle sue osservazioni fatte sul progetto presentato da Scarlino Energia.
Ad esempio sui vecchi forni, che risalgono al 1963, quando ancora si lavorava la pirite. «Non dispongono di un adeguato volume di post-combustione: se quest’ affermazione fosse ritenuta corretta, l’impianto non potrebbe avere autorizzazione all’esercizio» dice Annino. Ma anche sulle emissioni. «L’impianto scarica fumi a bassa temperatura e inoltre il camino è molto basso: in realtà i dati sugli inceneritori nazionali di grande taglia, come questo, indicano che a Scarlino c’è l’inceneritore con il camino fra i più bassi in Italia e che i fumi vengono scaricati alle più basse temperature di scarico usate in Italia, con maggiori ricadute di inquinanti in prossimità dell’impianto». E ancora, stando alla documentazione fornita dalla società, «risulta che in caso di blocco d’impianto fumi carichi di inquinanti vengono scaricati in atmosfera da un camino di emergenza senza trattamenti e senza monitoraggio» conclude l’esperto. (a.f.)
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