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Da Lamula a Val di Prata in pellegrinaggio

Da Lamula a Val di Prata in pellegrinaggio

ARCIDOSSO. A pregare la Madonna dalla Pieve di Lamula, nel comune di Arcidosso, al santuario della Madonna di Val di Prata, a Monticello Amiata. Due Madonne miracolose che si venerano da secoli...

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ARCIDOSSO. A pregare la Madonna dalla Pieve di Lamula, nel comune di Arcidosso, al santuario della Madonna di Val di Prata, a Monticello Amiata.

Due Madonne miracolose che si venerano da secoli dalle popolazioni amiatine e non solo amatine. Miracoli e apparizioni, guarigioni e conversioni. Non ultima l’apparizione, così dicono alcuni fedeli, avvenuta a Monticello un paio di anni fa. E poi le acque, perché entrambi i santuari hanno fonti particolari: la fonte del diavolino quella di Lamula e la sorgente di Val di Prata a Monticello, che i pellegrini attingono e bevono chiedendo la grazia che desiderano.

Una quarantina di pellegrini hanno partecipato a un pellegrinaggio domenica 2 agosto, giorno simbolico perché, come fa notare un partecipante, Luciano Giglioni, il 2 agosto coincide con l’apparizione della Madonna a Mejugorie.

Il percorso, arduo e scosceso, lungo l’antico sentiero medievale che congiungeva Montelaterone con Monticello Amiata, ha avuto come supporter i mezzi meccanici di Mirko Angelini, Massimiliano Terni presidente Misericordia di Monticello, Carlo Leoni e Gianluca Batani.

«Un percorso di grande emozione e suggestione anche ambientale, fra il bosco e i ruscelli, fra due centri sorici con storia e storie alle spalle, Montelaterone e Monticello», commenta Michele Nannetti che vi ha partecipato. Il pellegrinaggio si è concluso alla Madonna di Val di Prata con concerto del maestro Schipani. Poi rinfresco per tutti i presenti. (f.b.)

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