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lo studio al via

Centrali e salute: programma top secret da 80.000 euro

Centrali e salute: programma top secret da 80.000 euro

GROSSETO. Ottantamila euro per studiare lo stato di salute di chi vive nelle aree geotermiche del monte Amiata e una clausola di riservatezza che impegna l’Asl a tenere la bocca cucita sul programma...

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GROSSETO. Ottantamila euro per studiare lo stato di salute di chi vive nelle aree geotermiche del monte Amiata e una clausola di riservatezza che impegna l’Asl a tenere la bocca cucita sul programma di collaborazione.

Prende il via il primo studio epidemiologico che, a mezzo secolo dalla realizzazione dei primi impianti di Enel green power sull’Amiata (oggi cinque in tutto tra il versante senese e quello grossetano), Ars, Asl e Arpat hanno avviato per studiare gli effetti dell’attività industriale geotermica su persone e ambiente.

Ars, Asl e Arpat avranno ciascuna il proprio ruolo. La parte sanitaria compete all’Asl, che da anni mette a disposizione le proprie banche dati per un monitoraggio indiretto. Dal 1º agosto e fino al 31 dicembre 2017, però, lo studio si farà più approfondito, con prelievi e analisi di materiale biologico su uomini, animali e piante, interviste, visite mediche, biomonitoraggi, collaborazione con i pediatri.

Per il suo impegno, come detto, l’Ars verserà all’Asl 60.000 euro più Iva al 22 per cento: in totale 80.520 euro.

Ma la scheda operativa allegata al decreto, con cui il 31 luglio il vicecommissario dell’Asl 9, Daniele Testi, ha siglato l’accordo con l’Ars, prevede anche una clausola che potrebbe far discutere. Dati e informazioni messi a disposizione dall’Agenzia e acquisiti durante la collaborazione con l’Asl, infatti, «dovranno essere considerati strettamente riservati – si legge all’articolo 9 della scheda operativa – e quindi non è consentito l’uso per scopi diversi da quelli espressamente contemplati e rientranti nell’oggetto della ricerca». Clausola sacrosanta se serve a tutelare l’identità delle persone sottoposte ai test. Ma riuscirà a garantire il rispetto della trasparenza dei risultati?

Il programma, infatti, ha tutta l’aria di essere top secret, tanto che lo stesso articolo 9 conclude così: «L’Asl si impegna a evitare che il programma di collaborazione venga portato a conoscenza di terzi, coinvolgendo in questo impegno anche il proprio personale».

Francesca Ferri

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