Il Tirreno

Grosseto

Stipendi dei forestali Esposto alla Procura

di Fiora Bonelli

Denuncia del consigliere di minoranza Barbagli sui ritardi dei pagamenti Chiesto il sequestro preventivo dei beni degli assessori regionali

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CASTEL DEL PIANO. I ritardi degli stipendi dei forestali dell’Amiata finiscono sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Firenze. A presentare la denuncia è Giovanni Barbagli, consigliere di minoranza dell’Unione dei comuni Amiata grossetana che chiede alla procura, come già annunciato che avrebbe fatto, in una diffida inviata al presidente della Toscana Enrico Rossi, «di mettere in atto il provvedimento di sequestro cautelativo delle indennità dei componenti della giunta regionale della Toscana a copertura degli stipendi arretrati alla data del 31 luglio e di quelli che verranno maturati nel corso dell'anno dai 21 operatori addetti alle attività dei cantieri di forestazione, alla sede parco, alla posizione di distacco, e al parco faunistico in forza alla Unione dei Comuni della Amiata Grossetana con sede ad Arcidosso e per i quali non sono state trasferite alla competente Unione di Comuni le risorse necessarie dalla Regione Toscana per far fronte agli stipendi maturati e da maturare». Una storia che si trascina da tempo, che vede i forestali in credito dei loro stipendi, quattordicesime, premi di produzione per reclamare i quali gli operai forestali dell’Amiata grossetana, sostenuti dai sindacati Cgil e Cisl, aveva già organizzato un picchetto dimostrativo allargando il ragionamento sulla questione forestazione, arrivando a ipotizzare, se necessario, la “regionalizzazione” del settore oggi gestito dall’Unione dei comuni che ne ha la delega. E anche un anno fa, gli operai forestali dell’Unione lamentavano di essere senza stipendio. A settembre avevano riscosso una mensilità arretrata che era stata anticipata dall’Unione dei comuni che aveva già anticipato in precedenza, di tasca sua, per conto della Regione, altre tre mensilità. Anche in quella circostanza, dopo aver atteso in silenzio e pazientemente, le famiglie degli operai, soprattutto in un momento in cui si dovevano pagare tasse, balzelli, tributi, ormai allo stremo, chiedevano che venisse loro retribuito il dovuto e avvertivano di non poter pagare le tasse se non avessero avuto il loro stipendio. Una storia pesante di cui anche Barbagli ricorda tutte le tappe, soprattutto l’ultima fase, che lo ha portato a questa drastica decisione: «Dopo la diffida che il sottoscritto ha inviato al presidente della giunta Enrico Rossi e alla verifica effettuata- spiega il consigliere - non risulta che sia stato provveduto né che a breve tempo si intenda farlo». Barbagli fa riferimento al fatto che gli stipendi dei forestali per i quali la regione avrebbe dovuto effettuare un trasferimento di fondi all’Unione, non risultano pagati. Aveva dunque chiesto ai membri della giunta di pagare con le loro indennità, le mensilità degli operai. Ma la richiesta si era risolta in nulla di fatto. Per cui Barbagli chiede alla Procura che «i membri della giunta vengano individuati in solido come responsabili. Richiedo che si provveda in via cautelativa al sequestro delle rispettive indennità di Presidente e di Assessori a copertura totale degli stipendi arretrati e di quelli che matureranno nel corso dell'anno per i 21 operatori interessati». Barbagli chiede anche «che siano evidenziate le responsabilità tecniche e politiche che hanno determinato questo ritardo e dei danni che hanno subito gli interessati per far fronte al fabbisogno individuale e di quello dei rispettivi familiari».

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