La manifestazione
«Il Cemivet per ora non chiude»
Il ministro della Difesa Pinotti fa sapere che «nulla è stato deciso sull’ipotesi di trasferimento»
GROSSETO. L’allevamento dei cavali del Cemivet per ora non si tocca. Ha chiamato direttamente dal Libano, dove si trova in visita, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, e ha chiamato il sindaco Emilio Bonifazi e il vicesindaco Paolo Borghi per chiarire che ancora non è stato deciso nulla sull’ipotesi di trasferire l’allevamento dei cavalli dal Cemivet di Grosseto alla centro equestre militare di Montelibretti, a Roma.
Una scelta che, però, sembrava data come già fatta nella lettera del 23 giugno scorso in cui il vicecapo di stato maggiore dell’esercito, generale Giovanni Battista Borri, rispondeva alle richieste di chiarimento dell’allora presidente del Rotary Club di Grosseto Irma Fanteria.
Sulla questione anche l’onorevole Luca Sani è stato contattato dal ministero della Difesa che gli ha comunicato che la valutazione sul trasferimento di parte del Cemivet è attualmente allo stato della risposta che gli era stata data nello scorso novembre: ancora non è stata presa alcuna decisione operativa. «C’è quindi – commenta Sani – ancora spazio per ragionare sul futuro».
Tanto basta per far tirare un sospiro di sollievo al sindaco Bonifazi e al vicesindaco Borghi. «I cavalli – dicono – non diranno addio a Grosseto. L’ipotesi di una decisione assunta sul trasferimento del Cemivet è priva di fondamento. Il destino della struttura è infatti ancora congelato e qualunque decisione sarebbe sempre oggetto di un incontro specifico tra Ministero e Comune di Grosseto». Questo l’impegno che il ministro Pinotti ha confermato nella telefonata dal Libano.
Gli amministratori riferiscono anche che il ministro Pinotti sarebbe rimasta «particolarmente sorpresa rispetto a questa lettera inviata da un generale a un’associazione cittadina e nella quale si affermano cose che non hanno alcuna concretezza. Sarà infatti lo stesso capo di stato maggiore a confermare ufficialmente, con una propria nota, quanto il ministro Pinotti ci ha detto al telefono».
Il contenuto della lettera del generale Borri, però, corrisponde, nella sostanza, a verità. Lo conferma la stessa Difesa nella nota di precisazione in cui si legge che «la riorganizzazione della componente equestre dell’Esercito rientra tra gli studi che si stanno conducendo per soddisfare le ben note esigenze di razionalizzazione delle spese.
In tale ambito, è stato ipotizzato l’eventuale trasferimento di alcune attività, che peraltro riguarderebbero esclusivamente l’allevamento dei puledri, da Grosseto al Centro militare di equitazione di Montelibretti, salvaguardando comunque l’attuale livello occupazionale del personale nella sede toscana».
Insomma, né più né meno quello che scriveva Borri. E la nota precisa, poi, che «la risposta dello stato maggiore dell’esercito fornita al presidente del Rotary Club di Grosseto fornisce, con l’abituale spirito di massima trasparenza e condivisione delle informazioni con l’opinione pubblica, alcuni dettagli emersi sino a ora dal citato studio». Tutto vero, dunque, salvo il fatto che «sull’argomento – conclude la nota – sono in corso ulteriori approfondimenti e valutazioni da parte della difesa e che decisioni definitive al riguardo non sono ancora state assunte, in linea con quelle che sono state le comunicazioni rese a suo tempo dal dicastero». Insomma, nella lettera al Rotary sarebbero state date per scontate decisioni che non sarebbero state ancora prese.
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