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Grosseto

la tragedia delle formiche

Nessun sequestro per Montrone

Nessun sequestro per Montrone

Il gup ha rigettato la richiesta delle parti civili: «Patrimonio solido»

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GROSSETO. La volontà di Andrea Montrone di risarcire le famiglie dei sub era chiara da tempo. Da quando il titolare della società che aveva organizzato l’immersione alle Formiche durante la quale morirono i sub umbri Fabio Giaimo, 57 anni, Gianluca Trevani, 35 anni, ed Enrico Cioli, 37 anni, e altri due (Marco Barbacci e Maurizio Ciocca) riportarono lesioni, tutti avvelenati in misure differenti dal monossido di carbonio entrato nelle 33 bombole utilizzate dal diving per le immersioni di quel giorno era chiara da tempo.

Da quando Montrone aveva messo in vendita il 5 febbraio scorso, davanti a un notaio, un immobile di notevole estensione e di grande valore, 5 milioni di euro. Il ricavato della vendita è vincolato al risarcimento delle vittime dell'incidente del 10 agosto dell'anno scorso. Nessuna volontà di sottrarsi alle proprie responsabilità, aveva fatto capire subito il difensore dell’uomo, Riccardo Lottini, ma la piena consapevolezza degli obblighi che derivano da una posizione come la sua. Le parti civili, durante l’udienza, avevano però chiesto il sequestro conservativo delle proprietà che fanno capo a Montrone e il giudice Marco Bilisari si era riservato. Ieri è arrivata la decisione del giudice per l’udienza preliminare che ha rigettato la richiesta delle parti civili. «La solidità economica di Montrone è stata ampiamente dimostrata - dice Lottini - e anche il suo comportamento è stata la dimostrazione che non c’è mai stata alcun volontà di sottrarsi dalle proprie responsabilità. Anzi». Montrone infatti, oltre ad essere proprietario di diversi immobili, ha anche vincolato la villa che ha intestata a metà con la madre a Talamone. Un’abitazione di 330 metri quadrati con una torre d’avvistamento del ’500, circondata a oltre otto ettari di terreno.

Un immobile che è stato valutato cinque milioni di euro e che l’uomo ha messo in vendita lo scorso febbraio.

Nel patrimonio immobiliare di Montrone, poi, c’è anche un appartamento che si trova a Roma, del quale è proprietario al 100%.

I soldi per il risarcimento, quindi, una volta finito il processo, ci saranno.

«Siamo soddisfatti della decisione del giudice - dice ancora l’avvocato Lottini - perché è stato riconosciuta la serietà con la quale il mio cliente sta affrontando tutta questa vicenda».

È passato quasi un anno da quella tragedia. Un anno da quando la barca della società di diving di Montrone partì con il gruppo di sub umbri per un’immersione alle Formiche di Grosseto. In pochi minuti, quella che doveva essere una giornata da dedicare a una grande passione si trasformò in una vera e propria tragedia. Nelle bombole i periti hanno poi trovato concentrazioni maggiori di monossido di carbonio che avrebbe avvelenato i tre sub.

Francesca Gori

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