Il dolore
All’Immacolata i funerali di Francesco
Il quarantenne morto nel terribile incidente sull’autostrada sono fissati per domani: il dolore dell’intero paese
PORTO SANTO STEFANO. In quel tratto di autostrada non ci sono telecamere. E al momento nessun eventuale testimone della tragedia si è fatto avanti. Ma se sulla dinamica dell'incidente tutto è ancora da accertare, di una cosa gli inquirenti sono certi: quel camion, ammesso che fosse in movimento, stava quantomeno procedendo molto lentamente quando è stato tamponato, poco prima delle tre della notte tra sabato e domenica. Uno schianto terribile in cui due amici fiorentini, che si trovavano a bordo di una Volkswagen Polo, sono morti sul colpo.
Fatto sta che ad ora il conducente di origini romene del mezzo pesante - un tir della Chiti trasporti di Quarrata - indipendentemente dal comportamento tenuto alla guida, è indagato per il reato di omicidio colposo. Un atto dovuto, anche a fronte del sequestro del camion necessario per i futuri accertamenti tecnici.
Il pm di turno in procura, Luciano Padula, non ha invece disposto l'autopsia sulle salme delle due vittime, Claudio Pratesi, 52 anni, e Francesco Allocci, 40, entrambi residenti a Firenze, dove stavano tornando urgentemente dal mare per verificare se le loro abitazioni avessero subito danni a causa della tromba d'aria che poche ore prima aveva devastato la zona sud della città. Le salme sono così state messe a disposizione delle famiglie per i funerali.
Nel frattempo, la polizia stradale sta proseguendo gli accertamenti per determinare le cause del tamponamento.
«Una persona buonissima, un ragazzo tranquillo che non avrebbe mai fatto del male a nessuno». Questo il ricordo degli amici e dei vecchi colleghi di Francesco Alocci, il 40enne santostefanese scomparso sabato sera sulla Firenze- Mare isnieme al suo amico. I due stavano viaggiando verso la città a bordo di una Wolkswagen Polo quando, arrivati allo svincolo di Pistoia, sono finiti addosso a un autoarticolato della ditta Autotrasporti Chiti di Quarrata. Per loro non c’è stato nulla da fare, sono morti sul colpo dopo il terribile schianto.
Alocci da tempo aveva scelto di vivere e lavorare a Firenze. Aveva da poco anche comprato casa nel capoluogo della Toscana. Abitava lontano da Porto Santo Stefano ormai da diversi anni, ma non dimenticava mai di tornare a trovare la sua famiglia e i suoi amici di sempre. Quelli che lo ricordano «sempre con il sorriso» e che lo descrivono come «un ragazzo cordiale, praticamente un pezzo di pane». Adesso quel sorriso è stato spezzato dalla fatalità, da un incidente che ha strappato troppo presto altre due giovani vite. La famiglia di Francesco è sconvolta dal dolore, così come il fratello Giovanni.
Francesco a Firenze da diversi anni. Aveva fatto in passato diversi lavori nel paese argentarino. Un breve periodo come vigile provvisorio nella polizia municipale di Porto Santo Stefano, poi anche il cameriere in una pizzeria. Qualche anno fa la scelta di iscriversi all’università di Firenze, dove si era laureato in Scienze Infermieristiche. Da lì aveva trovato lavoro come infermiere a Poggibonsi, per poi tornare definitivamente a Firenze, all’ospedale di Careggi dove lavorava nel reparto di Chirurgia vascolare.
I funerali o domani alle 16 a Porto Santo Stefano alla chiesa dell’Immacolata al Valle.
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