Il Tirreno

Grosseto

due episodi in due giorni

Gregge attaccato dai predatori sotto la luna piena

di Fiora Bonelli

MANCIANO. Arrivano due lupi neri con la luna piena. Il pastore li vede e riesce a cacciarli. Ma dopo due ore è strage. È successo ancora all'allevatore Carmelo Masala alle Querciole nel comune di...

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MANCIANO. Arrivano due lupi neri con la luna piena. Il pastore li vede e riesce a cacciarli. Ma dopo due ore è strage.

È successo ancora all'allevatore Carmelo Masala alle Querciole nel comune di Manciano, un allevamento fra i più colpiti in provincia, in tutte le località in cui Masala, che ha un’azienda di 2000-3000 capi divide il suo gregge: Campigliola, Pianetti e adesso Querciole. Gli sono morti sbranati dai lupi o dagli ibridi che siano, centinaia di capi, ma adesso siamo giunti al colmo, come lui stesso dice: «Adesso – racconta – siamo proprio circondati e questi animali stanno diventando pericolosissimi per l'uomo. Venerdì notte ero a sorvegliare le pecore. Ormai dobbiamo fare i turni di notte per permettere alle pecore di mangiare, perché d’estate di giorno le pecore non pascolano, ma cercano solo l’ombra. Mangiano la notte. Mangiare devono pur mangiare. E se non si alimentano così, dove va a finire il nostro pascolo tradizionale, quello per cui le nostre pecore sono famose in tutta Europa? Dicevo, dunque, che erano circa le tre di notte. Ed ho visto, con la luce della luna piena, arrivare due animali grandi, neri. Il prato era in piena luce e si vedeva benissimo. Avevo un bastone a portata di mano, e ho provato a mandarli via. Ma quelli niente. Anzi cercavano di venirmi addosso. C’è mancato poco che mi aggredissero».

Un racconto drammatico, quello del pastore. «Alla fine ce l'ho fatta e sono riuscito ad allontanarli dal gregge che intanto si era tutto ammassato dietro di me – aggiunge – Le pecore erano terrorizzate. Se ne sono andati e io sono rimasto col gregge fino alle cinque di mattina. Poi la stanchezza ha vinto e sono andato a dormire. Ma quando è arrivato il mungitore i predatori avevano già attaccato: una pecora morta e una azzannata. Due giorni prima me ne avevano uccise altre tre, perché eravamo arrivati in ritardo per la sorveglianza, verso le 22,30. Quindi non c’è orario. Tutte le ore sono buone. Notte e mattina. Ormai siamo schiavi delle pecore. Ci si dorme pure insieme, come si faceva quando ce le rubavano. Adesso non le ruba più nessuno, ma è peggio, perché queste bestie ce le massacrano. Dire che siamo arrabbiati è dire poco. Sono ormai predatori abituati a trovare cibo nei nostri greggi e che non hanno paura di noi. Ci conoscono».

Masala, che tempo fa portò le sue pecore morte e ferite in piazza per mostrare come i predatori fanno a pezzi tutti i giorni il suo patrimonio, è certo che gli animali che circolano siano strani animali, che «paiono costruiti a bella posta».

«E non vengano a dire che sono cani randagi o che sono cani dei pastori - spiega - Li vediamo bene cosa sono. I nostri predatori li chiamerei “lupi europei”. Strani animali aggressivi al massimo, che del lupo appenninico non hanno nulla. Né l’aspetto né il comportamento. Ormai abbiamo documentazioni, testimonianze. Non c'è altro da fare che catturarli. Eppure, queste catture che in via sperimentale dovrebbero essere già in corso in provincia, non hanno dato nessun risultato per ora. Gran parte delle aziende sono circondate eppure chissà perché, stranamente, non se ne cattura nemmeno uno. In ogni caso, la promessa dell'assessore regionale Marco Remaschi, rispetto alle catture, è l’ultima promessa che siamo stati a sentire. O si va in fondo o seguiremo altre strade. Siamo stanchi di bugie, di belle parole e di promesse. Vogliamo i fatti. Vogliamo vedere quanti se ne cattureranno. Questa è la prova del fuoco. L’ultima».

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