Il dolore
Ferito il cigno superstar di Castiglione
L’esemplare femmina trafitto alla zampa da un grosso amo. Soccorso grazie all’sos di alcuni cittadini. Operato, sta meglio
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Il mare di Castiglione della Pescaia non sarà più un lago dei cigni. I tre esemplari, che nel canale del porto avevano di recente preso residenza, non accarezzeranno più quelle acque con il loro regale passaggio. È per il loro bene, sappiatelo. Uno di loro – la giovane femmina – si è ferita: ieri un amo le ha trafitto la zampa. Ha lasciato il cuore stretto a decine di turisti e residenti. Ora però sta già meglio. E la sua non sarà neppure una convalescenza in solitudine: dopo il soccorso a lei, anche il “compagno” è stato tirato via da quello specchio di mare periglioso. Adesso si cercherà di ricongiungere anche il terzo componente del piccolo clan che – spaventato – ha preferito i rischi dell’incognito a quella che potrebbe essergli apparsa come un’insopportabile prigionia.
L’allarme. Eleganti, anzi, regali, d’un fascino quasi ultraterreno – non a caso nell’antichità erano considerati messaggeri degli dei – i cigni con la loro presenza avevano fatto un dono a Castiglione della Pescaia. Arrivati chissà da dove, forse fuggiti, forse prima voluti e poi “scaricati” da una mano che non li meritava, erano diventati delle star. Un regalo dal cielo? Tutti pazzi per loro. Di bello c’è anche che qui, a Castiglione della Pescaia la gente non li mai “utilizzati” solo come sfondo o materiale daselfie. Li amava: del resto il cigno non è forse anche simbolo d’amore? E se così non fosse stato, il giovane esemplare femmina forse non ce l’avrebbe fatta. Sono stati infatti alcuni residenti a chiamare i soccorsi. Si accorgono che uno dei tre cigni è stato trafitto alla zampa da un grosso amo, anzi, da una rapala, un’esca fatta a forma di pesce con rostri acuminati. Suonano l’allarme.
Il salvataggio. Mettono a disposizione del personale della Lav una piccola barca che avevano all’ormeggio Mose e con la quale si è potuto raggiungere l’animale. Decine e decine di persone sono rimaste con il fiato sospeso mentre si tentava il salvataggio. Difficile che un cigno si faccia raggiungere, figuriamoci poi se sta soffrendo per il ferimento ad una zampa. C’era pathos, insomma, ieri su quel canale. “Lei” è stata operata e trasferita al Crasm (Centro recupero animali selvatici della Maremma) di Semproniano.
Di nuovo fiato sospeso. Poi si è pensato al suo compagno: una voce che si era diffusa lo indicava sofferente con una lenza che gli stringeva il collo. Fortunatamente non era così. Gli hanno tirato un tranello – è stato “catturato” – ma per il suo bene: ha raggiunto la compagna ferita.
Un mare di pericoli. «Quello purtroppo non è un ambiente ideale per dei cigni – osserva Giacomo Bottinelli, consigliere nazionale Lav – Troppi sono i rischi Ai cittadini vogliamo dire che non vedranno più i cigni, ma i cigni stanno bene. Tenteremo di portare al Centro di Semproniano anche il terzo esemplare che oggi non siamo riusciti a prendere. Dopo qualche tentativo infatti abbiamo desistito per non aumentare eccessivamente e inutilmente il suo stress». Poi gli esperti sceglieranno un luogo dove liberare i cigni. Per una nuova vita insieme, lontani tutti e tre dai pericoli e dalle insidie della convivenza con la razza umana.
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