Il dolore
Coldiretti: «Il tortello deve diventare Dop»
Nuove adesioni all’appello lanciato dal pastaio maremmano Roberto Delli per conferire il marchio di qualità alla specialità della cucina locale
GROSSETO. Il tortello maremmano «deve ottenere la Dop», cioè la denominazione di origine protetta. La campagna è ormai partita. E dopo l’appello lanciato da Roberto Delli, pastaio di Maremma, sulle pagine de Il Tirreno, altri sostenitori della buona causa rompono gli indugi e si fanno avanti. Coldiretti, per esempio. Il tortello maremmano rappresenta la tradizione della cucina contadina locale, piatto tipico, diffuso in tutto il Grossetano, conosciuto in Italia e all'estero. Intorno ad esso si sta aprendo un vero dibattito.
Nuove adesioni. «Noi che da sempre tuteliamo il Made in Italy – esordisce Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto – sosteniamo totalmente l'iniziativa promossa dal pastaio Delli». L’intento, come dettagliato nei giorni scorsi, è quello di far diventare Dop il tortello maremmano: «per tutelare la sua autenticità ed evitare che la produzione venga fatta fuori dal territorio maremmano» spiega Renna. Non c’è bisogno di ricordarlo, ma il tortello maremmano è quello con il contorno a zig-zag e il ripieno di ricotta e spinaci; è anche il piatto-traino nelle sagre e nei ristoranti locali: amato da chi già lo conosce, degustazione obbligata per chi arriva in Maremma.
Perché la Dop. «Farlo diventare Dop significherebbe riconoscere la provenienza certa e la qualità del prodotto – dettaglia Renna – E significherebbe anche iniziare un percorso di valorizzazione efficace dei prodotti, con l'obiettivo finale di aprire a nuove opportunità di lavoro». Insomma, il tortello di Maremma questo blasone se lo meriterebbe proprio, e – secondo le associazioni di categoria – oltre a tutelare la tradizione culinaria locale, la Denominazione di origine protetta aprirebbe anche a nuove opportunità di lavoro.
La chance. Come? É semplice: quante micro e piccole imprese alimentari locali potrebbero concentrarsi o aumentare la propria produzione di tortello facendo leva sull’opportunità di proporsi sul mercato – anche non locale (pensiamo in grande, anche all’export oltre ai confini del Belpase) – con un prodotto più forte perché “brandizzato” dalla Dop?
Che cos’è il Pat. Del resto il tortello maremmano è già un prodotto agroalimentare tradizionale italiano: infatti è un cosiddetto Pat, cioè è un prodotto incluso in un apposito elenco, predisposto dal ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con la collaborazione delle Regioni. Tra tutte le Regioni quella che detiene il maggior numero di prodotti agroalimentari – record che non stupisce – è proprio la Toscana. L'Italia, fin dall'ingresso nell'Ue, ha deciso di puntare nettamente su settori di nicchia, valorizzando i prodotti tradizionali, magari lavorati secondo antiche ricette.
Il nodo Ue. Purtroppo lo stesso Ministero ammette oggi che tali prodotti di nicchia, di produzioni limitate in termini quantitativi e relativi ad aree territoriali molto ristrette, non giustificano una Dop o una Igp e incontrano molte riserve in sede di Unione Europea. In pratica l'Ue è contraria a queste produzioni e vieta la registrazione di marchi collettivi che contengano un nome geografico. Il timore è che si confondano con i prodotti Doc e Igp. Il Ministero ha pertanto rinunciato a un ruolo attivo, delegando alcuni compiti alle Regioni e conservando per sé solo un ruolo di controllo oltre alla tenuta di un elenco.
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