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«Le ferie hanno svuotato l’ufficio postale»

«Le ferie hanno svuotato l’ufficio postale»

Castiglione della Pescaia, situazione critica denunciata dal sindacato autonomo Confsal

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Come non bastassero i venti che da mesi annunciano la chiusura dei due uffici postali di Buriano (in modo definitivo), e quello parziale nell’inverno di Punta Ala, a gettare benzina sul fuoco è anche la Confsal, comunicazioni sindacato autonomo lavoratori postelegrafonici sulle condizioni in cui versa il servizio di recapito. La situazione è percepibile sia a Grosseto come a Castiglione.

«Intendiamo denunciare – scrive in un comunicato il segretario provinciale Doriano Orlandini – la preoccupante disastrosa condizione di abbandono ad un ineluttabile decadimento tra il disinteresse e la remissività della dirigenza di Poste Italiane Spa, verso il servizio di recapito delle corrispondenze nel centro di distribuzione di Grosseto - Marconi in via Leopardi. In sostanza a mancare sono i portalettere, con quintali di posta che rimane in giacenza per giorni, a tutto discapito dunque della cittadinanza».

Quello del recapito è un problema ormai incancrenito da anni, specialmente in un Comune come quello di Castiglione. Il servizio è passato da essere super efficiente negli anni Novanta a decadere sempre più, fino a ridisegnare la distribuzione con i postini, rimasti due-tre al massimo (in origine erano quasi una decina, ma sono cambiati comunque anche i tempi e il modo di comunicare nell’era di internet), che partono direttamente da Grosseto, e che hanno svuotato in modo letterale l’ufficio postale di Castiglione, rimasto dunque una cattedrale nel deserto.

Sottolinea ancora la Confsal: «Ci risulta infatti, che in atto le zone ferme, tra ferie, maternità, infortuni e malattie, ammontano circa ad una quindicina. In questo periodo la già critica situazione di mancanza di personale è stata ingigantita a causa dell’erogazione negligente delle ferie estive da parte della dirigenza, la quale ha irresponsabilmente autorizzato il periodo di licenza nello stesso periodo a ben 14 dipendenti, senza preoccuparsi delle relative sostituzioni».

Insomma, “l’accusa” lanciata dal sindacato autonomo sembra ben articolata e precisa. E forse, anche senza le ultime motivazioni come quella delle ferie cumulative, non è che poi il servizio di recapito funzionasse in modo impeccabile anche prima. Nello stesso Comune castiglionese, a parte pochissime eccezioni, i ritardi, leggi bollette arrivate già scadute e quant’altro, sono stati problemi sempre riscontrati negli ultimi anni, e decine di cittadini sono lì a dimostrarlo con continui reclami per i disservizi. Specie nelle zone periferiche, nelle frazioni, o in campagna. Chiude la Confsal: «I pochi postini in servizio stanno vivendo una situazione lavorativa insostenibile, facendo salti mortali per consegnare comunque la posta in zone improponibili (tagliate in modo scriteriato recentemente), praticamente impossibili da fare nell’orario d’ufficio, con la pressione costante dei dirigenti con la pretese di prestazioni a cottimo. E le figure preposte al governo di questa babele non vedono nulla, con i soli caposquadra che cercano di alleggerire il colpo adoperandosi come possibile. Confsal comunicazioni non rimarrà a tacere verso un’azienda, Poste Italiane Spa, che fa pagare le sue inefficienze ai lavoratori e alla clientela».

Enrico Giovannelli

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