Il Tirreno

Grosseto

«Vogliamo partecipare alle catture»

La richiesta dei pastori che hanno creato un fondo di solidarietà per le predazioni

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GROSSETO. «Vogliamo un pastore presente alle catture promesse dall’assessore regionale Marco Remaschi e intanto ci tassiamo per creare un fondo di solidarietà per le necessità impellenti degli allevatori».

I pastori della provincia di Grosseto continuano ad avere le antenne alzate e non abbassano la guardia dopo l’incontro che si è tenuto in Regione lo scorso 23 luglio sull’ormai storico problema delle predazioni, in cui l’assessore all’agricoltura ha promesso per la provincia di Grosseto, a partire da metà agosto, l’inizio delle catture. Loro, infatti, ci vogliono essere nel gruppo di lavoro che metterà le gambe alla fase catture. Lo hanno detto a chiare note una settantina di allevatori che si sono incontrati a Pomonte, giovedì, nella sede della cooperativa sociale, in un incontro organizzato autonomamente senza la presenza delle associazioni, anche se poi alle associazioni gli allevatori chiedono esplicito sostegno e condivisione. Ma intanto nella riunione di Pomonte si è potuto tastare in modo più libero, il polso della situazione da cui sono venuti fuori vari punti inderogabili. Perché poi, si è detto, qualora non vi siano risposte concrete ai problemi sollevati per l’ennesima volta, non si esclude per niente l’idea di una grande manifestazione nazionale. «Pretendiamo - hanno ribadito molti pastori presenti, fra cui Carmelo Masala, Giacomo Franceschelli, Virgilio Manini, Carlo Santorelli, Franco Mattei, Valeria Bruni, unica donna fra i 70 allevatori - di essere presenti nel gruppo che metterà in pratica le catture e chiediamo alle associazioni di categoria il sostegno adeguato perché sia realizzata questa richiesta. La tecnica che è stata prospettata per catturare i predatori è una tecnica infallibile che cattura ogni tipo di animale. Noi quando queste catture accadranno, esigiamo di essere lì. Tutti i sistemi usati finora contro i predatori, si sono mostrati insufficienti e noi li rifiutiamo. Il territorio deve essere liberato da questi animali».

Primo punto, questo, di una lista di richieste e di iniziative importanti fra cui spicca la messa a punto di un fondo di solidarietà che sarà creato grazie ad un’ autotassazione individuale che ciascun pastore metterà nella cassa comune che servirà a varie esigenze: per la pubblicità, per le spese legali e per tutto ciò che di impellente potesse nascere.

Il fondo sarà gestito da un gruppo delegato dall’assemblea e che è in work progress. L’informazione della nascita del fondo è stata data anche alle associazioni che hanno condiviso l’idea con molto calore, tanto che subito c’è stato chi ha deciso di impegnarsi in prima persona, come il direttore della Coldiretti, disposto a metterci del suo di tasca per sostenere la causa degli allevatori.

«Il fatto di aver fatto un incontro senza associazioni non significa che vogliamo andare avanti senza di loro, anzi - precisano gli allevatori-incontreremo le nostre associazioni e riferiremo tutte le nostre proposte con l’auspicio che le sostengano nelle sedi adatte. Senza il loro apporto e sostegno, infatti, ogni azione sarà impossibile».

Gli allevatori quindi, aspettano ora risposte da parte delle associazioni di categoria. (f.b.)

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