Il Tirreno

Grosseto

RIFORMA ASL: desideri rassicura i sindaci

«Qualità e quantità dei servizi sanitari non cambieranno»

«Qualità e quantità dei servizi sanitari non cambieranno»

GROSSETO. Enrico Desideri conosce bene i suoi polli. In Maremma c’è stato per 20 anni. Il commissario dell’Area vasta Toscana sud-est - l’aslona che riunisce Arezzo, Siena e Grosseto - ha incontrato...

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GROSSETO. Enrico Desideri conosce bene i suoi polli. In Maremma c’è stato per 20 anni. Il commissario dell’Area vasta Toscana sud-est - l’aslona che riunisce Arezzo, Siena e Grosseto - ha incontrato due giorni fa i sindaci del territorio.

Debutto superato a pieni voti nella conferenza provinciale della sanità, un’arena dove in passato – ai tempi in cui tra i primi cittadini c’erano Antichi e Marras – hanno buscato ‘morsi’ e partacce tutti i direttori generali, da Salvi a Calabretta passando per Ricci. E anche Enrico Rossi, da assessore alla salute, più di una volta è uscito malconcio da questi incontri. Desideri no. Desideri, accompagnato dal vicecommissario Daniele Testi, sapeva come prenderli. Ha brevemente illustrato i risultati e le performance dell’Asl 9 per il 2014 e lo stato di avanzamento dei cosiddetti Patti Territoriali (quelli “incisi nel bronzo” cit. Luigi Marroni), poi modalità ascolto/on.

«Sono qui per ascoltare le vostre preoccupazioni sul futuro della sanità locale, all’interno di una riforma regionale in parte ancora da scrivere». Presentazione che aveva già funzionato con gli operatori sanitari, ai quali nei giorni scorsi aveva offerto l’orecchio e poi illustrato la propria idea di sanità locale, in linea con gli indirizzi regionali. Tra i sindaci presenti, hanno preso la parola, tra gli altri, Luigi Bellumori, Pier Luigi Camilli, Marcello Giuntini, Pierandrea Vanni e il presidente della conferenza provinciale Emilio Bonifazi. I timori espressi dai primi cittadini sono riassumibili tutti nella forma che prenderà la nuova sanità regionale. Ci si chiede – e la domanda è pertinente - come potrà conciliarsi con un territorio molto vasto e scarsamente popolato, dove la prossimità dei servizi ai cittadini resta un elemento fondamentale per la qualità dell'assistenza. E poi il futuro dei piccoli ospedali, il ruolo e il significato che verrò loro attribuito, i tagli alle risorse economiche e finanziarie, la salvaguardia e il rispetto dei Patti territoriali come strumenti di programmazione irrinunciabili (?). È stato anche sollevato il tema dei tempi di attesa, trasversale ai diversi interventi e che si lega alla qualità percepita del servizio e alla soddisfazione del cittadino. Infine la richiesta di partecipazione da parte dei sindaci, nelle sedi deputate al confronto, e la necessità di avere certezze sul futuro del sistema sanitario, non solo per chi usufruisce del servizio, i cittadini, ma anche per chi lo eroga, i professionisti.

Desideri ha tenuto sempre un profilo basso. Ha ribadito la sua piena disponibilità al confronto con gli amministratori, gli operatori e i cittadini: «Terremo conto delle istanze che arrivano dai rappresentanti istituzionali; così come terremo conto dei risultati raggiunti dai professionisti di questa azienda e delle eccellenze, che andranno tutelate e valorizzate. Vorrei, insomma, che i cambiamenti che si prospettano non allarmassero i cittadini e i loro rappresentanti istituzionali perché non verranno ridotti la qualità e la quantità dei servizi». Per i piccoli ospedali non sono previste chiusure o ridimensionamenti: «Andranno però ripensati e reinterpretati per adeguarli alle necessità dei contesti di riferimento, evitando sprechi e inutili duplicazioni in una logica di rete». (g.b.)

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