Il dolore
Ghirlanda protesta per l’arrivo di 23 profughi
Saranno accolti in tre appartamenti nella frazione Da un anno vivono in Maremma e sono integrati
MASSA MARITTIMA. Saranno 23, in tutto. Suddivisi in tre appartamenti, di proprietà di un privato che ha trovato un accordo con la Partecipazione e Sviluppo, l’associazione che si occupa dell’accoglienza. Soprattutto bengalesi, qualche pakistano e non è da escludere che possa arrivare anche qualche africano.
Tutta gente che ormai sta nel nostro paese da un anno, «pacifica e ben educata», assicurano i responsabili che ne avranno la custodia. Argomenti trattati in un incontro giovedì pomeriggio tra rappresentati della Prefettura e gli abitanti di Ghirlanda, la piccola frazione massetana che sta proprio dietro al colle, ormai decisa come prossima sede d’accoglienza per i profughi. Ed è stato proprio questo aspetto ad aver fatto saltare qualche nervo nel paese dove qualcuno non ha preso bene né questa decisione piovuta dall’alto né l’arrivo di queste persone. «Nessuno ci ha mai detto niente – racconta un residente – Poi un giorno arrivano e ti dicono: ti mandiamo venti profughi». Ma il responsabile della Partecipazione e Sviluppo per la Maremma, Luciano Fedeli, rassicura: «è una situazione controllata». Chi era presente, racconta di un incontro dai toni accessi. Ma passeggiando ieri lungo il rettilineo attorno a cui è sorta nel tempo la frazione, appare chiaro che nessuno ha ancora un’idea precisa di cosa sta per accadere. «Ho visto che stavano portando dei letti negli appartamenti nuovi» dicono al bar. «Da quel che ho capito ne arriveranno otto» dice la titolare dell’alimentari. «Io sapevo una ventina» le risponde il cliente dall’altra parte del bancone.
Saranno ventitré persone e arriveranno per tappe per poi essere sistemate in tre diversi appartamenti da poco costruiti. Il proprietario infatti ha trovato un accordo con l’associazione dopo che la stessa si è aggiudicata il bando indetto dalla Prefettura. «È gente selezionata, già controllata» assicura Fedeli. Infatti, questo gruppo ormai ha trovato ospitalità in Maremma da circa un anno: dall’agosto scorso, per la precisione. Finora il centro era allestito alla Castellaccia, a Gavorrano, ma dopo che la Partecipazione e Sviluppo ha chiuso con quella struttura, è stato necessario trovare nuove stanze. Inoltre, questo trasferimento comprende anche il percorso di integrazione stabilito: da una zona decentrata a case vicino a residenti. Ma soprattutto c’è da andare incontro all’esigenza di trovare nuovi spazi, dato che gli sbarchi in Sicilia dal nord Africa continuano e anche in Maremma e nelle Colline Metallifere arriveranno nuovi profughi. Molti altri sono già stati sistemati negli ultimi mesi, come dimostrano i dati della Partecipazione e Sviluppo: se appena un anno fa gli esuli sotto la sua responsabilità erano una sessantina, oggi sono centosessanta. «È una situazione controllata – assicurano dall’associazione – Non è quello che abbiamo visto a Roma o in altre zone dove l’organizzazione è scarsa. Qui è tutto sotto controllo». Parole che la Partecipazione e Sviluppo inviato con una lettera anche al sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini, venuto a conoscenza di questi arrivi a cose fatte. «È un servizio che gestisce direttamente la Prefettura – spiega – A me hanno inviato una lettera, ma senza un numero preciso».
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